Recensione
Cover image
Genere

Alt Folk

Data di uscita

Settembre 2007

Pubblicazione

01 Settembre 2007

Akron / Family

Love Is Simple

Young God

Battiamolo questo ferro. È rovente. Giusto un po’ di tempo nel New Jersey con Andrew Weiss (quello che ha prodotto quasi tutti i dischi degli Ween) e gli Akron Family hanno il master del loro quarto lavoro. Lo consegnano a Michael Gira e lui, Unkle Mike, pochi giorni dopo li guarda in faccia con quella brutta espressione che vedete sul sito e gli dice pressappoco: “Con questo misto di Beatles, Chicago Art Ensemble, Credeence Clearwater Revival, The Grateful Dead, The Hollies, The Butthole Surfers, Led Zeppelin vi confermate una delle migliori band sul pianeta”. Detto da lui è praticamente una garanzia e, sappiatelo da subito, non farò altro che dirvi quanto il boss della Young God non sia lontano dalla verità (sempre che esista, una verità). Per davvero, sarà prodotto del genio questa esplosione di canzoni folk (come pop Macca-Lennon) e questa savana di raga e orge tribali che mi sono esplose nelle orecchie come cento caramelle Haribo?

Lo ascolti e lo riascolti Love Is Simple e sei a cavallo dei ’60/’70, nel cosiddetto Eldorado del rock. Ci credi. E’ vero. Sì fratello, lo è! Tutto così sfavillante e fragrante. Amore universale e droghe che non ti prendono mai male ma sempre benissimo, ti mandano verso l’Eden. Niente Re Lucertola in paradiso, solo colori; e infatti There's So Many Colors dicono loro. Un viaggio, quella traccia. Otto minuti dove ti butti sotto il sole a pregare che quel peyote mandato da dio non smetta brillare. Due accordi di banjo e chitarra all’imbrunire, e le rime che cadono come le stelle e i cori sono lì dove servono. Elegiaci Creedence, e non da meno gli Akron. Crickets è una folky ballad pura. Bella. Semplice. Perché mai genuflettersi al free se si hanno le melodie? Per quello c’è I've Got Some Friends, con Zappa a sguazzare nel prog migliore. Per la libertà ci sono le chitarre in reverse e il jazz cosmico di Pony's O.G. C’è tanto oltre le canzoni, ma le canzoni come Don't Be Afraid, You're Already Dead, oppure quelle con il voltafaccia come Phenomena, che partono candide e poi si convertono al soul-blues dei migliori Settanta, sono belle come il tramonto sul mare. E come se non bastasse, il pot-pourri  di folk, rock, free, psych, carnival, freak tutto attorno ti manda proprio di fuori. Quaddentro non si bada a economie. Ai veri tempi andati con una session così di album ne potevi fare almeno tre. Gli Akron ce ne hanno dato uno. È il miglior regalo per chi ascolta quella bestiaccia chiamata Rock. Anzi, Musica.

(8.0/10)

| Archivio
Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2007)