Recensione
Rotting Slowly Curious Mistery (The)
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post-folk/songwriting Voti redazione e staff

Curious Mistery (The)

Rotting Slowly

K Records

A primo ascolto non è affatto un mistero; non si pensa solo “questa somiglia a Cat Power”, ma “questa è Cat Power”. Di volta in volta sembra accompagnata dai Dirty Three, dai Low, da tutte le più famose formazioni del folk desertico dello slo-core. E infatti Rotting Slowly è un disco americano fino al midollo, che viene in qualche modo dal giro Red Red Meat e Calexico, come da mille altre Americhe del rock.

Tornando alla cantante, rimaniamo colpiti dalla prossimità a Chan per il modo inconfondibile di trattare la debolezza melodica, la debolezza della linea melodica della voce, tramite quella che comunemente si chiama “stecca”, ma che se usata in modo saggio dà un tocco distintivo e quasi struggente, una dimostrazione di coinvolgimento e sensibilità in prima persona a quella debolezza, a quelle ferite. Insomma, abbiamo deciso, come si faceva nel Medioevo per le opere dei padri della chiesa della cui paternità non si era proprio sicuri, di chiamare la voce femminile dei Curious Mistery la pseudo-Marshall, tipo lo pseudo-Kilwardby. C’è anche una voce maschile, comunque, e ci sono anche brani senza voci; in effetti i brani strumentali (Dragon’s Crotch, che sembra suonata dai Meat Puppets) sono avvincenti; sembrano essere il preludio a qualcosa – cosicché Dragon’s pare essere se ascoltate in fila il lungo intro del brano successivo, Teeth Of All Types. E in Nicaragua c’è un crescendo che non è poi troppo dissimile dai Cul De Sac.

In Wrong Way la pseudo-MArshall sembra venire da uno pseudo-Moon Pix. Ma c’è contenuta nella stessa traccia anche la chiave dell’ironia, dietro i gridolini in coda alla canzone. Ma ciò che riesce meglio al combo è la riproduzione della scena post-fok, al punto che Strong Swimmers come altri brani contengono al loro interno piccoli decostruzionismi country-folk. Il tutto senza troppe nostalgie, solo con un senso del sostrato culturale.

Ps: Ovviamente la cantante non è Chan Marshall; si chiama Shana Cleveland.

(7.0/10)

Pubblicazione: 19 Maggio 2009

File under: post-folk/songwriting

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