A diversi mesi dal più che esauriente Self Titled, la band scoperta da Michael Gira torna con uno split che, paradossalmente, li vede a lavoro da entrambi "i lati", sia come solisti che come parte strumentale degli Angels of Light. Dall'incipit della Side A la stanza viene riempita dal canto a cappella di Awake, reminiscente di Because dei sempiterni Beatles di Abbey Road, tra le fonti d'ispirazione dichiarate del quartetto.
Le succedono la ben più noisy Moment, che si muove leggera al di fuori della forma-canzone nel terreno bene arato del country psichedelico, e Future Myth che è una lunga e per lo più tranquilla cavalcata (otto minuti) melodica, sorretta ancora una volta dal cantato corale. Tra i momenti migliori di questa piccola nuova raccolta di brani vanno sicuramente annoverati, da un lato, l'impatto di Dylan Pt II che riecheggia i Built to Spill di Keep It Like a Secret e, dall'altro, quell'episodio compatto, piacevolmente e genuinamente anni settanta che è invece Raising The Sparks. La zona Angels of Light, la Side B, è molto più "classica". Si parte con la cover di Dylan, in pieno stile Gira, di I Pity The Poor Immigrant e si prosegue in grande stile con il disordine regolato dei sette minuti di The Provider, fino ad una Mother/Father dai ritmi tribali che ancora una volta riprende le fila del decennale discorso idiosincratico e tematico dell'autore/talent scout ed ad un'accorata, potente, Come For My Woman.
In molti hanno parlato degli Akron/Family accostandoli a The Band di Bob Dylan, personaggio qui omaggiato a più riprese. Il paragone si regge essenzialmente su di un'analogia fin troppo semplice: gli A/F come la Band negli Angels of Light di un Bob Dylan che è Gira. Eppure, come successe alla Band, il quartetto resta in piedi anche da solo, cammina bene, fa passi da gigante. In certi casi supera il maestro. E forse lo supera anche in questo split: i risultati sono quasi all'altezza dei rispettivi lavori precedenti, ma la parte degli Akron/Family nello specifico sembra muovere da coordinate leggermente differenti, finendo per risultare la zona davvero saliente del disco. Il cantato, ad esempio, lasciato solitamente a Ryan Vanderhoof oppure a Seth Olinsky, questa volta coinvolge più pienamente tutti i membri della band fatta eccezione per Oceanside, intonata dalla voce sorprendentemente tonda e piena di un Miles Seaton finora ufficialmente silenzioso.
(7.5/10)
Scheda: Angels of Light (The), Akron / Family
Pubblicazione: 01 Novembre 2005
File under: Alt Folk
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