Recensione
What It Seems Is What You Get Kong
Cover image
industrial Voti redazione e staff

Kong

What It Seems Is What You Get

KonGenial

Ne parlavamo il mese scorso citandoli come pietra di paragone per il disco di K-Branding e ora li ritroviamo, a sorpresa, con un disco nuovo. Parliamo dei Kong, quartetto olandese che ebbe ben più del proverbiale quarto d’ora di celebrità agli albori dei ’90, con una serie di dischi d’area grosso modo industrial usciti per Peaceville e Roadrunner.

Oggi, qualche membro in meno (dei fondatori resta solo il basso di Mark Drillich e la produzione di Dirk de Vries) e qualche anno in più, ritroviamo quel quadraphonic sound di cui andavano già all’epoca fieri e che dal vivo, con i quattro membri disposti ai quattro angoli delle venues, dava il meglio di sé investendo il pubblico con la sua circolarità.

What It Seems… inanella 12 pezzi prevalentemente strumentali in cui a farla da padrone è l’interplay heavy tra le due chitarre e il basso, capace di creare un wall of sound notevole e ben sorretto da grooves di batteria, campionamenti e sound effects che screziano un suono in partenza tutto sommato omogeneo e squadrato. Non monolitico, sia chiaro, ma pur sempre di ascendenza “industrial con chitarre”, in cui i momenti di alternanza vuoto/pieno dimostrano esperienza e polso.

Non siamo ai livelli di Phlegm (Peaceville, 1992) ma What It Seems… è pur sempre un disco che riuscirà nella difficile impresa di mettere d’accordo fan di heavy metal, progressive rock, elettronica e avant-garde.

(6.8/10)

Scheda: Kong

Pubblicazione: 08 Maggio 2009

File under: industrial

| Archivio
Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2009)

Rss
copertina pdf #91