Fattisi conoscere tre anni fa con l’interessante debut album Wolves, in odore di post rock e indie folk, i cinque di Glasgow ora ridisegnano il proprio assetto musicale, mantenendo la base del loro sound e sfrondando giusto un po’ della propria epicità, a favore di un più misurato indie folk orchestrato.
Così come l’ultimo album dei Decemberists di cui si parlava tempo fa, anche questo Deaths and Entrances dei redivivi My Latest Novel è un concept album, ispirato in questo caso dalla letteratura. Sin dal titolo infatti, che si rifà a un poema di Dylan Thomas, siamo in atmosfere epiche, tra natura, vita, morte e rinascita, incubi e cicli della vita. Argomenti che del resto si adattano perfettamente alla loro musica.
Siamo allora dalle parti di un songwriting talora asciutto (le ballad Lacklustre e Re-Appropiation Of The Name), spesso orchestrale e d’atmosfera (nella maggior parte dei pezzi), dove le armonie vocali maschili/femminili, la malinconia e il pathos di fondo - che possono far pensare a degli Arcade Fire più rilassati o meglio a degli Arab Strap – rimandano in più di un’occasione a un folk revival primigenio (A Dear Green Place), ad atmosfere in odore di Mogwai e ad orchestrazioni ambiziose e stratificate che ci ricordano il migliore Sufjan Stevens (I Declare A Ceasefie).
In sostanza quindi qualche aggiustamento qua e là per una buona riconferma.
(7.1/10)
Scheda: My Latest Novel
Pubblicazione: 22 Maggio 2009
File under: indie folk orchestrale
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