A ben vedere, allo scoccare del decennio il vecchio teorema dell’emul rock (lettori di vecchia data, battete un colpo…) rischia di trasformarsi in un maldestro autogol critico, laddove ormai l’assimilazione degli stilemi passati è norma codificata, accettata e ampiamente digerita, e le band un tempo “incriminate” veleggiano salde con la loro bella discografia alle spalle, infischiandosene allegramente di paturnie da scribacchino ed annessi arricciamenti di naso. Com’è giusto che sia. E allora la prospettiva odierna, per certi versi liberatoria, ci rivela ancora meglio l’essenza di un’entità come i Yeah Yeah Yeahs, che a questo punto sarebbe meglio intenderli per quello che realmente sono stati finora, e promettono ancora di essere, ovvero un discreto gruppo pop (più o meno alternativo, fate vobis). Più che gli album in catalogo sono i singoli a parlare chiaro, e la nuova Zero, con una Karen O che si (ri)scopre Madonna punk per le strade della grande Mela, funziona a dovere sui dancefloor indie e meno indie.
D’altronde, la potente virata ’80 alla MGMT di questo It’s Blitz è l’azzeccata mossa di una band che sa tastare il proprio peso e caratura, e fa del proprio apprezzamento – la critica internazionale è andata in visibilio, confrontate un po’ Metacritic – un’arma affilata quanto i vocalizzi sexy della frontwoman, i synth taglienti e ruffiani q.b. di Nick Zinner e la produzione smagliante del veterano Nick Launay e del “solito” Dave Sitek. Restando sui singoli episodi, Soft Shock è una ballata dai toni wave che pur senza il romanticismo di una Maps è di quelle che rinvigoriscono il repertorio, così come la truculenta Heads Will Roll o la drammatica Runaway, mentre Dull Life spinge su geometrie di marca Blonde Redhead / Siouxsie vecchio stampo; sul versante di Skeleton, Hysterical (prossimo singolone, ne siamo certi) e la conclusiva Little Shadow ci si gioca invece la carta di un dream-pop / shoegaze foderato di electro, che nelle tessiture sa riprendere la lezione dei TV On The Radio e di certe intuizioni para-orchestrali dei Flaming Lips. Tutto molto giusto, e sicuramente al passo coi tempi. In altre parole, tutto molto pop. Squisitamente.
(6.9/10)
Scheda: Yeah Yeah Yeahs
Pubblicazione: 01 Maggio 2009
File under: pop, wave
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