Fatti i dovuti distinguo, Giovanna può ben dirsi plausibile erede contemporanea dello spirito - e anche d’un po’ di forma - dei Red Crayola/Art And Language. Frettolosamente catalogata nel calderone emo più per l’origine dai Cap ‘n Jazz che per autentiche motivazioni stilistiche, la band dei fratelli Kinsella presenta più affinità col tono svagato e l’arguta ricerca irrobustita dall’ironia che appartiene a Mayo Thompson e fu una delle assi portanti del post rock. Stretta e evidente la parentela nella volontà di sperimentare sul concetto di canzone mettendo con in crisi i meccanismi creativi e percettivi, meglio se coinvolgendo nel gioco l’ascoltatore. Ragionevole che, con tali premesse, non si abbia a che fare con piatti adatti a palato e che serva una certa pazienza per inseguire le criptiche mosse dei Joan Of Arc. Una rapida esplorazione degli scaffali indica questa come la decima impresa in studio che, in occasione del decennale di attività, recupera tracce reperibili solo su compilation e singoli.
Data la natura disparata vi è (molto) in cui perdersi come (poco) da perdere, tuttavia il policromo stile dei chicagoani esce rappresentato in modo completo: le contorsioni Storm & Stress in Didactic Prom, una My Girl Dumped Me After The Free Trip To Japan disturbata da lamine fantasmatiche, il delicato e umbratile jazz-folk filmico Please Don’t Mistake My Arrogance For Shyness non sono che tre esempi di un’atipica e preziosa attitudine. Pur restando stabili certe coordinate, si ascolta un’ora e un quarto di frenetico agitarsi tra musiche d'ingegno e progresso, indaffarati ma sorridenti dietro a pensieri che quasi non si riesce a tradurre in realtà tanto sono guizzanti, vivi. Tanto per dire: For A Half-Deaf Girl Named Echo srotola una marcetta tra Texas e Cleveland e l’acqua cheta For The Skinheads And Hippies suggerisce pop acustico deviato; Please Sleep è lunare e Busy Bus, Sunny Sun un ipnotico gomitolo; Stemingway And Heinbeck approfitta del titolo deliziosamente postmoderno per volteggiare senza rete, You (Single) cresce su se stessa all’infinito e The Evidence punta lo sguardo fisso all’orizzonte. La copertina raffigura un nido traboccante uova colorate: miglior metafora del contenuto davvero non si poteva trovare.
(7.4/10)
Scheda: Joan of Arc
Pubblicazione: 01 Luglio 2006
File under: post indie rock
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