La riscoperta - e la ricomparsa - di Daniele Bandelli, le compilation a tema: la cosmic disco, a questo punto, è più di un semplice vezzo. Causa di questo ritorno alla musica da club come l’avrebbero intesa i Grateful Dead di Dark Star, Lindstrøm and Prins Thomas.
In due. Insieme. Di nuovo. Hanno fatto talmente bene lontani l’uno dall’altro (You Go I Go Too e Goettsching) che quasi ci si dimenticava della loro sinergia. II, laconico titolo come essenziale fu l’omonimia del debutto. Opera più concentrata (otto tracce di contro alle tredici scorse) e fluida della precedente. Psichedelica e lasciva. Visionaria e austera.
Rothaus parafrasa Harmonia e Faust e li proietta nel 2009. Kraut, ovvio, ma declinato oggigiorno. Non il biglietto da visita, poiché quello spetta a Cisco: basso killer (e psycho, visto che a tratti rimanda ai Talking Heads) cinto di percussioni e tastiere. È un funk dopato. Si leva il crescendo. Si schiudono le porte. Rett Pa le spalanca: tipo dei Boredoms a 78 giri nati in laboratorio. Come costume del duo norvegese, alle jam progkraut di cui sopra (per chiarirci: ora più selvagge, scure e misteriche) accorpano quella componente edonistica propria del clima balearico: For Ett Slikk Og Ingenting, Skal Vi Prove Naa? (con echi dei primissimi Boards Of Canada, uno dei tanti amori di Prins Thomas), Gudene Vet + Snutt e Note I Love You + 100 (passo felpato e aplomb molto The Blue Nile) sono episodi in surplass viziosi sottopelle, fattore assente nel debutto.
Flue Paa Veggen chiude ancora nel segno dei krautrock: ci potete sentire un che dei Faust ma anche i Can in stato di grazia. Tredici minuti di rapimento. Sono il vertice alto della cosmic disco. l’hanno confermato.
(7.5/10)
Scheda: Lindstrøm, Prins Thomas
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