La seconda giovinezza di Sixto Diax Rodriguez. Un grazie, prima, a David Holmes che in tempi non sospetti inserì Sugar Man nella compilazione Come Get It, I Got It, e subito a ruota alla Light In The Attic per aver riesumato, nel 2008, l’opera prima del messicano di Detroit, Cold Fact.Un successo inaspettato (ma meritato) quello legato alla ristampa di Cold Fact, tant’è che la label di cui sopra ripresenta sul mercato il successivo Coming From Reality (noto anche come After The Fact) impreziosendolo con tre bonus e del solito, encomiabile packaging.
Registrato negli studi londinesi Lansdowne in compagnia di Chris Spedding (chitarrista e uomo fidato, ai tempi, di gente come Julie Driscoll, Brian Eno e John Cale e che in seguito diverrà il produttore dei Sex Pistols e Cramps) e rifinito dalle manopole di Steve Rowland (più in là talent scout dei Cure), Coming From Reality segue le direttive del suo predecessore, ovvero un sound debitore a Bob Dylan (A Most Disgusting Song) dove la cura dell’arrangiamento sposa certi barocchismi à la Love (Sandrevan Lubally – Lifestyles) e stati di grazia in veste soul (la ballad I Think Of You, roba che uno come Jim Croce avrebbe fatto carte false). Non c’è una nuova Sugar Man, ma in compenso la forma canzone si è fatta parimenti intima (Silver Words, It Started Out So Nice, Cause) e nerboruta (le invettive rockiste alla Bob Seger – da Detroit, un caso? – di Climb Up On My Music e Heikki's Suburbia Bus Tour) laddove l’eccellenza si raggiunge nel pop orchestrale di ampio respiro esibito in To Whom It May Concern.
Intanto che vi scriviamo, una compagnia svedese sta lavorando ad un documentario sulla vita del Nostro, mentre una tournée europea è lì per partire. Ha seminato bene, il buon Rodriguez. Nessuno, lui compreso, si aspettava un simile riscontro, oggi. Tutto meritato.
(7.5/10)
Scheda: Rodriguez
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