Recensione
The Revolution present Revolution Revolution (The)
Cover image
electronica-latin Voti redazione e staff

Revolution (The)

The Revolution present Revolution

Rapster

Progetto Rapster, sorta di Buena Vista Social Club ribaltato, che fa pensare anche al BrasilInTime (2006) della Mochilla. Lì percussionisti brasiliani, batteristi jazz e produttori e dj black. Qui giovani musicisti cubani (nomi che (ancora?) non ci dicono nulla come Damien Nueva Cortes, Armando Cosama, Alfred Di Maio, Yaroldy Abreo Rodles, Roberto Arrechea Vilches) e produttori anglosassoni responsabili di tanto di quel pop tra legno e plastica che negli ultimi anni ha più flirtato con l'electronica: Norman Cook (sì, Fatboy Slim), Guy Sigsworth (Bjork, Madonna), Marius Devries (Bjork, Massive Attack, Moloko), la coppia Cameron McVey e Jan "Stan" Kybert (Massive Attack, Portishead), Rich File (Unkle), Poet Name Life (Black Eyed Peas). Due pezzi a testa. Pasta omogenea nonostante l'immediata riconoscibilità, materiali per lo più ballabili, cantato bilingue, inglese e spagnolo, coi titoli che traducono da una lingua all'altra, voci femminili sensuali e maschili spesso anche rappate, tante percussioni. Leggero e piacevole Fatboy, in apertura col fido Lateef Truthspeaker, in Siente Mi Ritmo (self-explanatory), il più cubano di tutto il lotto. Sigsworth tra i picchi di ballabilità, tra pulsazioni quasi techno e miscele nu-latin-r'n'b. Devries a suo agio con Roisin Murphy, zuccheroso, e tamarrissimo (non divertente, proprio brutto) con Guantanamero (fin dal titolo). McVey-Kybert rullante cento per cento Massive Attack, narcotici, riprendono poi gli accordi di Riders on the Storm per Black Dollar, per la voce bellissima di Jenna G. File è l'aporia, i suoi sono siparietti eterei che spezzano prima e chiudono poi il disco, belli, ma di cubano non hanno niente, inglesissimi, algidi e crepuscolari come sono. Poet, un meticciato tamarro (divertente) con fiati spumeggianti, e una Dark House (anche qui, self-explanatory) con intro d'archi e house in levare. Quindi: disco estivo in tutti i sensi (esce a giugno), un paio di potenziali hit, tra cui l'iniziale di Fatboy, nomi importanti, suoni golosi, non ci si annoia. Però ecco, mica rivoluzionario.

 

(6.8/10)

Pubblicazione: 07 Maggio 2009

File under: electronica-latin

| Archivio
Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2009)

Rss
copertina pdf #91