Recensione
Strawberry Jam Animal Collective
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Avant Folk Voti redazione e staff

Animal Collective

Strawberry Jam

Domino

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Non c’è rischio, non c’è novità. O forse: solito rischio per un obsoleta novità. Gli Animal Collective di Strawberry Jam peccano in quanto a gusto, tentennano nelle melodie. Lo svampito folk loro caro si veste di maniera (Peacebone), o meglio (o peggio) perde in nerbo e consistenza (Unsolved Mysteries, Chores).

Se i primi secondi di un disco, un po’ come gli iniziali giochi di sguardi tra due individui al primario approccio, si dicono fondamentali, il debutto Domino dei nostri nelle sue note iniziali palesa indubbie perplessità. Nonostante ci siano tutti - Panda Bear e Avey Tare, Geologist e Deacon – il baccanale che un tempo ce li ha fatti amare suona, oggi, fastidioso (Winter Wonder Land) per non dire gratuito (Cuckoo Cuckoo). Se c’è del buono (sono sempre loro, per Dio…) questo abita nella parte centrale della raccolta: For Reverend Green gioca di chiaroscuri tra una melodia vocale – ovviamente – à la Brian Wilson brillo e un flusso shoegaze reiterato; e Fireworks, con un suono di basso molto Peter Hook, invita pure al fischiettio, ma occorre correggerci: più che buono, meglio dire meno peggio.

#1, con uno spoken a metà tra David Bowie e Vincent Price, e Winter Wonder Land, una baldoria senza carpirne il perché, sembrano messe lì un po’ a caso e neanche l’ennesima visione wilsoniana in acido di Derek – lasciando perdere il vaudeville tedioso di Cuckoo Cuckoo – alza il tiro. Che dire: anche gli animali, dopotutto, sono esseri umani.

(5.0/10)

Pubblicazione: 01 Settembre 2007

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Gianni Avella
Gianni Avella (Album 2007)

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