Recensione
Danse Manatee Avey Tare, Panda Bear, Geologist
Cover image
Avant Folk Voti redazione e staff

Avey Tare, Panda Bear, Geologist

Danse Manatee

Bookmark and Share Gallery

Dopo appena un anno dall’esordio, è la volta di Danse Manatee; ristampato in coppia con il precedente dalla Fat Cat, recente orfana dei Sigur Rós, sotto la più spendibile sigla Animal Collective, il disco era originariamente accreditato ai soliti Panda e Avey più Geologist, ormai tassello definitivo del gruppo, alle tastiere.
Se la prima prova evidenziava una marcata vena pop, questo disco la nasconde, facendo spazio a episodi per la maggior parte di breve durata e denudati da ogni accenno orecchiabile. Sembra quasi un altro gruppo, se paragoniamo episodi free form freak out (per dirla alla Red Crayola) come A Manatee Dance e Penguin Penguin a qualsiasi solco del disco precedente. Ora, a venir fuori è una forte predisposizione “krauta” e primitiva alla materia folk, accostabile ai più caotici Amon Düül e ai già citati Red Crayola.

Esemplare, in tal senso, la lunga e vagamente jazzata Meet The Lighr Child, sospesa tra suoni trovati e voci senza né capo né coda. Stesso discorso, ma senza il vago jazz di poco fa, per The Living Toys e Ahhh Good Country, canzoni apparentemente labili e relegate ai margini dell’inutilità. Scorie del passato si avvertono solo in Esplode; per il resto si naviga tra rumorismi disturbanti (Loblakely Dress) e bozzetti più irrisolti che completi (Throwin’ The Round Ball, Runnin’ The Round Ball). Opera frammentaria e irrisolta, Danse Manatee concilia più col rumore fine a se stesso che con la musica.

(5.0/10)

Pubblicazione: 01 Gennaio 2003

File under: Avant Folk

| Archivio
Gianni Avella

copertina pdf #91