Recensione
Come! Baby Blue
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rock-blues Voti redazione e staff

Baby Blue

Come!

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Dei Baby Blue ci è sempre piaciuta la schiettezza. Quel lasciare in primo piano l'impeto della batteria e l'essenzialità della chitarra elettrica, l'istinto per una melodia smozzicata e il fragore di crescendo improvvisi. Insomma, per capirci, il rock & roll.

Nel 2006 ne apprezzammo le gesta in un Baby Blue EP che recuperava le lezione di White Stripes e Kills mediandola con gli spigoli di una P.J. Harvey periodo Uh Huh Her, ora ne rimastichiamo le cesure e il rumorismo scosceso nel primo disco “lungo” della carriera del gruppo. Che a dire il vero non si discosta molto dagli esordi, tanto da riprendere la River già in scaletta nell'Ep di cui si diceva - pezzo da novanta della produzione della band - per sommarla ad altre dodici schegge sullo stesso stile. Stile che viaggia con sicurezza tra freakerie funk traviate da artifici free/noise (Took Me Long e Miss) e blues impasticcato (Far From Home), rimembranze Birthday Party (Silently) e dissoluzioni à la Blues Explosion (Mess). Per una tracklist il cui minimo comune denominatore sembra essere la dissonanza, uno scarso rispetto per la forma canzone, l'attrazione fatale per ruvidezze quasi primordiali e una voluta involuzione estetica che diventa segno distintivo e possanza.

Sono a buon punto di maturazione, i Baby Blue. Stanno per abbandonare i retaggi-bruco che ne hanno fatto una band seminale ma profondamente dipendente dagli ascolti giovanili per diventare, finalmente, farfalla.

(7.1/10)

Scheda: Baby Blue

Pubblicazione: 01 Aprile 2009

File under: rock-blues

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2009)

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