Pare che Brizzi intendesse realizzare un reading-rock già ai tempi di Bastogne, forse ad oggi il suo miglior libro. Perché? Forse per sbuzzare l'intrico emotivo che produce la scossa, quel ritmo fuori dai denti, quella brusca tenerezza, quella scorbutica lucidità, quello struggente cinismo. Non ne uscì nulla, allora. Stavolta, invece, sì. Ecco quindi che Nessuno lo saprà - ultima fatica letteraria del Brizzi - diventa pretesto per fare del rock'n'roll assieme agli amici (tenere a mente questo particolare) Frida X, band già all'opera nella colonna sonora del (film) Jack Frusciante. Il loro "commento sonoro" riesce sbrigliato e organico assieme, abile a sintonizzarsi/sincronizzarsi con la narrazione, a condirla d’umori e citazioni anche sorprendenti, slalomeggiando agile tra Paisley Underground e wave, tra psichedelia folk-blues e punk truce, abbozzando alla bisogna quadretti lennoniani, tex-mex, post-rock, art-punk, popadelici eccetera.
Chiaramente, nulla è lasciato all'improvvisazione, il reading - costituito da stralci "mirati" del libro - è fotografato in smerigliata versione da studio, obbligato dentro schemi ben soppesati. Insomma, la natura del concept impone leggi cui il rock s'adegua, e alla fine i singoli pezzi contano un po' meno dell'insieme. Ma va bene così, perché le undici tracce (capitoli) del programma sono altrettante stazioni di una vibrante crisi on the road, racconto di (ri)formazione in cui il protagonista deve ricucire se stesso sfilacciato, tornare a confrontarsi con una qualche possibile (residua) libertà. Come ad esempio farsela a piedi da un mare all'altro (dal Tirreno all'Adriatico) calpestando la terra dimenticata. Quindi confrontarsi coi problemi logistici di base (l'electro marziale - vagamente Offlaga Disco Pax - de Lo zaino), contendere la notte alle bestie (la minacciosa Animali), fraternizzare con spiriti persi (la parossistica sarabanda post-errebì/punk'n'roll de Il lamento del Viet), accogliere la lancinante scoperta d'essere fottuti (il funk-rock squarciato garage-psych di Dove sono le nostre amiche?).
Questo desiderio di microcosmo atavico non è per nulla edenico, anzi è talmente nostalgico d'altrove (il blues liquido di Andare d'accordo, con inopinati inserti à la Stereolab) che finisce per catapultarti di nuovo nel mondo, restituendoti alla globalità cui non puoi sfuggire (come sentenzia la sardonica I motociclisti americani). Quanto il "lieto" fine sia effettivamente lieto, è giusto che ognuno lo decida da sé. Quel che conta, a parer mio, è che un'altra Road to nowhere (coverizzata nel finale) arrivi a destinazione. Col che si compie un buon modo di raccontare rock, senza timori reverenziali per uno stile che vede in Emidio Clementi immancabile e per certi versi inarrivabile punto di riferimento.
Uno stile che può funzionare solo se tra le parole (quello che sta loro dietro) e la musica s'instaura una profonda connessione emotiva, un'empatia, un conoscersi. Un'amicizia. Quella che in primo luogo unisce le sensibilità di Brizzi e Frida X.
(7.1/10)
Scheda: Frida X, Enrico Brizzi
Pubblicazione: 01 Aprile 2006
File under: rock autorale
Abbonati al feed di Stefano Solventi
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network









