Recensione
One Plus One Is One Badly Drawn Boy
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Pop Voti redazione e staff

Badly Drawn Boy

One Plus One Is One

Twisted Nerve

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Mettiamola così: il ragazzo disegnato male ha i propri tempi, i propri spazi, le proprie dinamiche ambientali/affettive. Nella sua musica avviene immancabilmente questo incontro/scontro tra intimo e pubblico, tra rock e focolare, nutrendosi – non potendola risolvere - della stessa contraddizione che pone. Vengono un po' in mente i "panni sporchi" sbandierati con disinvoltura dal Lennon solista, più o meno lo stesso centripetismo "domestico" che però in Mr. Gough prova a comprendersi, spiegarsi quale punto di vista attendibile, plausibile, auspicabile dello/sullo stare al mondo.

Se in Have You Fed The Fish? questa poetica finiva per implodere, non azzeccando né la forma né l'equilibrio, con questo One Plus One Is One il caro Damon fa capire da subito di aver ritrovato, se non le chiavi giuste, quanto meno la verve. Perfino troppa, per certi versi, visto come nelle quattordici tracce in scaletta il tipico fiabesco palpitante si stempera in una sorprendente attitudine folk-prog, aperta a concessioni psichedeliche ora diafane, ora brucianti. E' pur sempre pop, ma c’è un retrogusto piuttosto dimesso - quasi un coprifuoco emozionale - che cova sotto il piglio giocoso di chi architetta suoni con lo spirito d’un bambino nella propria cameretta, poco prima o poco dopo Natale. Con lo stupore di chi scopre la possibilità di farsi vivere mondi intorno e dentro, senza scordare però il mondo vero.

Un gioco che funziona finché la scrittura tiene botta, come nell'incanto opalino di Easy Love (un David Crosby anestetizzato da suffumigi Fairport Convention) o nella pulsante Summertime In Wintertime, il cui groviglio cinematico attraversa bailamme beat e prog-pop flautato à la Jethro Tull bazzicando alla volé rigurgiti electro-slacker beckiani. Vanno bene anche la title track, sorta di Lennon riammodernato Eels, e la struggente This Is The New Song, che ci piace immaginare interpretata da un Elliott Smith in fregola Left Banke. Altrove però il citazionismo si fa dispersivo, a tratti stordente, tanto da ostacolare una peculiarità espressiva forte, distogliendo dal midollo della questione. Si veda in particolare Logic Of A Friend, la cui ovvietà melodica non giustifica il frankenstein country-prog dell’impalcatura (tra Peter Gabriel, Neil Young e gli ultimi 90 Day Men), oppure l’andatura da valzer depresso di Take The Glory, latrice di un fascino che troppo presto - ahinoi - collassa (effetti spacey tra progressioni electro e fantasmagorie jazz, un po’ Traffic sotto valium e un po’ Floyd sottovuoto).

Così come piuttosto fuori fuoco suona la conclusiva Holy Grail, svacco strutturale lungo oltre otto minuti con flauto in resta, slide filante e coretto di cherubini, prima folk-prog bucolico poi errebì saltellante, il tutto guarnito da distorsioni spiaccicate e sfilacciamenti atonali, inceppamenti e ripartenze. Non c'è dubbio, Damon ha voluto strafare. One Plus One Is One poteva - voleva - essere il suo capolavoro, invece ha soltanto qualche bel momento disperso in un campionario ipertrofico di riarticolazioni stilistiche. Tuttavia, dobbiamo riconoscergli d’essersi impegnato e cresciuto, in qualche modo. Sarà pure disegnato male, ma non sembra il tipo da svalutarsi con operazioni sbrigative. E' uno che rischia. E che quindi, generosamente, sbaglia.

(6.6/10)

Scheda: Badly Drawn Boy

Pubblicazione: 01 Ottobre 2004

File under: Pop

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2004)

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