Recensione
Don't Mess With The Apocalypse Ah, Wildness!
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Lo-fi rock Voti redazione e staff

Ah, Wildness!

Don't Mess With The Apocalypse

Riot Maker

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Stanchi delle band patinate che usano lo studio come strumento? Voglia di buon vecchio rock che puzzi sudore e che faccia muovere il culo? La Riotmaker si discosta dalle proposte dancefloor based e spara una cartuccia che suona come la blues explosion dello Spencer pił frizzante che mai. Tutto ovviamente italico. In particolare qui si va di lasagne al ragł in salsa emiliana.
Come il primo piatto pił basico ma esagerato che ben conosciamo, anche l'esordio del sestetto mette a posto lo stomaco e ci rassicura senza stupirci. La carica c'č e anche se la formula č ormai cliché, la proposta sta in piedi grazie all'attitude grezza e senza compromessi del punkettino The Tomorrows, del blues marcio di Unsold, del post-p-funk di Puff Off (anche se i componenti del gruppo non si sentono vicini a quest'estetica) e di altre bordatine che fanno muovere il culo.
Dopo questi quaranta minuti vien voglia di andare a vederli live. Sicuramente per pogare e fare stage diving. Magari con un paio di pantaloni a zampa e con una camicia con le punte lunghissime. Into the (Ah!) wild(ness).

(6.3/10)

Scheda: Ah, Wildness!

Pubblicazione: 24 Aprile 2009

File under: Lo-fi rock

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2009)

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