Recensione
Youthanize Color Of Violence (The)
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Death (Emo) Core Voti redazione e staff

Color Of Violence (The)

Youthanize

Epitaph

Nato da personaggi per metà legati ad origini grind-noise, via via spostatisi verso i territori maggiormente redditizi dell’emo core, seppure di qualità, The Color Of Violence (side-project dei From First To Last, Derek Bloom e Travis Richter) incarna alla perfezione gli stili sopraccitati. Ne consegue un impatto disorientante sia per l’ascoltatore avvezzo ai generi estremi del metal, sia a quello più rivolto al punk. La voce di Richter, urlata e distorta, potrebbe camuffarsi benissimo in un qualsiasi disco black metal, ma il sound complessivo va ben oltre le gelide lande del nord Europa. 

L’hardcore di band come i Black Flag è un punto di riferimento, facilmente riconoscibile. nei riff essenziali di Rock Music, mentre c’è sapore di emo nelle eufoniche armonizzazioni di God Gave Me Deeze Nutz e Me And My Enormous Spiritual Erection. Una tendenza, quella dell’uso/abuso di giri armonici semplici e orecchiabili, che attutisce la carica potente e ipnotica che la band sa infondere a brani più “tirati” come Christina, Christina, una sorta di grind dallo stranissimo appeal garage o al death-prog di Crapandemic. Punk e Black Metal, Garage e Hardcore e un'ironia di fondo che ricorda gli Impaled Nazarene. Passaggi improvvisi da un picco all’altro, fino a culminare nello strano abstract hip hop (con tanto di scratch parodiato dalla chitarra) di Look I Made It! I’m Dating An Actress. L’album, del resto, è caratterizzato complessivamente da una varietà stilistica che, lungi dal rappresentare un problema di identità, crea una continua incertezza nelle aspettative. Un meccanismo di spiazzamento, di tradimento delle attese che è poi il sale della musica stessa.

(7.0/10)

Pubblicazione: 06 Maggio 2009

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Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2009)

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