Recensione
What I Really Want For Christmas Brian Wilson
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pop Voti redazione e staff

Brian Wilson

What I Really Want For Christmas

Arista

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Pochi dubbi sul fatto che Smile – per gli scellerati che non lo sapessero, il leggendario lost albumdei Beach Boys pubblicato dopo trentasette anni nel 2004 - sia stato un piccolo grande miracolo, soprattutto per averci restituito un Brian Wilson finalmente pacificato con il passato e in sublime stato di grazia. Per tutti gli appassionati del Beach Boy ritrovato, questa uscita non può che prolungare tale sensazione. Un disco di Natale è un prodotto stagionale tipicamente americano, che si sposa però perfettamente con l’estetica wilsoniana che, Smile compreso, ha sempre attinto a piene mani dalla cultura del suo Paese (diventandone parte integrante, e non è certo cosa da poco).

Non staremo a dirvi che What I Really Want For Christmas non sia un’operazione puramente commerciale, e che non abbia inesorabilmente impressa la data di scadenza (da consumarsi preferibilmente entro il Natale 2005). Prendetelo piuttosto come il desiderio di un eterno bambino americano mai cresciuto, che si diverte ancora a intonare vecchie carole come quando, ventenne, sciorinava dischi natalizi insieme a fratelli e cugini per la generazione dei suoi coetanei (di quel periodo, vengono rivisitate le beachboysiane The Man With All the Toys e Little Saint Nick). Anche se si consiglia soltanto ai fan più accaniti, l’ascolto di classici come We Wish You A Merry Christmas, Silent Night, Joy To The World e First Noel, arrangiati con la consueta maestria, vale il prezzo del biglietto.

(6.5/10)

Scheda: Brian Wilson

Pubblicazione: 02 Novembre 2005

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