Recensione
With Love And Squalor We Are Scientists
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Indie Voti redazione e staff

We Are Scientists

With Love And Squalor

Virgin

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A quest'ora dovremmo essere stanchi delle band come i We Are Scientists. La fabbrica di NME e del circuito pseudo punkfunk anglo-americano continua a sfornare pacchetti sonori analoghi in tutto e per tutto a With Love And Squalor da almeno due anni - se pensiamo che l' A.D di genere è stato il 2003 con l'uscita di Echoes dei Rapture, lavoro che si è fatto seguire da una schiera praticamente infinita di epigoni. Proporne una lista è pleonastico, ma tanto per fare qualche nome: Moving Units, Editors, Killers, Chikinki ed in tutta probabilità un'altra quindicina di formazioni di ventenni agguerriti di cui si è già persa traccia e memoria. Date queste premesse, il giudizio deve slittare dal numero - indiscutibilmente alto - di prodotti per lo più appetibili che cavalcano l'onda fortunata del post-punk, alla qualità.
Il trio di Brooklyn, NYC (ma va?), non propone assolutamente niente di nuovo. Le canzoni sono dinamiche, piacevoli, ben prodotte, del tutto integrate nel "movimento" di cui rispettano con tanta puntigliosità i requisiti. Gli arrangiamenti sono squisitamente analogici, MTV-friendly, catchy come in Cash-Cow; il cantato scimiotta spesso, in maniera peraltro piacevole, gli Hot Hot Heat, come in Worth The Wait; i testi sono universali e qua e là molto ben scritti - In Action e This Scene Is Dead su tutti.

Insomma, ai We Are Scientists, prodotto mediatico confezionato alla perfezione a partire dalla bella presenza dei componenti fino alla leziosità dell'artwork, non manca niente per vendere, e bene se n'è accorta l'industria vera e propria, dal momento che il debutto della band è major, Virgin, per la precisione.

(5.8/10)

Pubblicazione: 01 Ottobre 2005

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Marina Pierri
Marina Pierri (Album 2005)

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