Quintetto attivo nel senese con tanta voglia di post-punk ed evidenti fregole psych a guarnire, i Dorothi Vulgar Questionsdebuttano nel magnifico mondo dei demo con un omonimo sei tracce non meno che promettente. Non bellissimo, a tratti anche risaputo, eppure quel loro procedere ostinato e ondivago in un solco scavato tra garage e wave non manca di stuzzicare il nervolino dell'aspettativa. Sentitevi quei tremori acidi tra foschie Joy Division di Red Flower, ballatone cupo e marziale con tanto di wah wah ed effetti sibilanti. Oppure la veemenza robotica e sferzante di Senza scuse(che nel pianeta delle cose impossibili sarebbe una jam tra Ultimate Spinach e CCCP). Eppoi ancora l'invettiva infervorata nel punk-boogie di Le occasioni, o quella specie di flemma Garbo tra bruciori frippiani ne La macchia. Un caracollare tra il beffardo e il lugubre che scomoda un po' della (tras)lucida follia Barrett, il ghigno cupo di Ian Curtis, il Giolindo Ferretti più sordidello. Insomma è uno stare a cavallo tra due idee rock come se fossero una, e forse è davvero così.
(6.8/10)
Scheda: Dorothi Vulgar Questions
Pubblicazione: 01 Maggio 2007
File under: wave
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