Recensione
Before And After Dinner Rosolina Mar
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Math post Voti redazione e staff

Rosolina Mar

Before And After Dinner

Wallace Records

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L'unica voce umana udibile in questo disco è al minuto 4’12’’ della traccia intitolata Mingozo diMongozo, ed è un urlo. Bisogna farci attenzione perché è in secondo piano, ma quando le orecchie lo captano è belluino e liberatorio, una frazione di secondo in cui tutto ciò che serve si esplicita come nessun versaccio poetico potrebbe. Niente rime baciate o stereotipi assortiti, solo l'urlo di un musicista galvanizzato che sente arrivare la deflagrazione, la “Cosa”, avrebbe detto Kerouac. Lui parlava del jazz, della “New thing”, noi parliamo di rock in senso primordiale. E i conti tornano.

È l'approccio il comun denominatore, ed è inevitabile immaginare questi dodici pezzi come i figli di jam indiavolate e ispiratissime (pur se i Rosolina Mar non hanno voltato completamente le spalle al math rock degli esordi). Anche nei vecchi dischi jazz capita di imbattersi in esclamazioni abbozzate e versi indistinguibili, è la dimensione totalmente fisica della musica, il corpo che suona.

I corpi che suonano e lo fanno insieme, in una comunione antica e semplice che non prevede primedonne dalla troppa o poca personalità. Non si è costretti a badare al cantante e alle sue paranoie, nessuno ha disseminato nei testi le sue risposte alla vita, le parole qui sono dodici titoli tanto bizzarri quanto evocativi, e non c'è ragione di dubitare che L'ora di religione possa essere un intrico perfetto di chitarre e batteria.

Nulla da eccepire se un Amore tossico si presenta con una sfuriata elettrica per poi rallentare, citare Police, impensierirsi e ripartire più disperato di prima. Le sensazioni non si discutono, le visioni tanto meno. Seconda prova dopo l’ottimo esordio self titled del 2003 sempre per Wallace (che, come si diceva, qualche tributo pagava alla scena occupata da Don Caballero, Trans Am & Co.), questo Before And After Dinner è cinematico, legato a un filo interno che è troppo presto definire logico, è viscerale e complesso come Hendrix e tribale come Santana sul palco di Woodstock, gioca con la new wave sottraendo ai Franz Ferdinand ciò che è dei Talking Heads e se la gode con melodie ficcanti. Prima (durante?) e dopo cena, Rosolina Mar da Verona: il dio dell'indie ci scampi dalle primedonne.

(7.5/10)

Scheda: Rosolina Mar

Pubblicazione: 01 Novembre 2005

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