Recensione
Cronache da una spirale AA. VV.
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Indie Voti redazione e staff

AA. VV.

Cronache da una spirale

Polyester

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Polyester è un coordinamento di band romane, attivo già dal 2000, che si impegna nella promozione delle realtà indipendenti attraverso l'organizzazione di concerti, eventi e, per la prima volta, con una compilation. Cronache da una spirale è una testimonianza importante, che vuole essere un esauriente biglietto da visita. Il tratto distintivo è che si tratta di un cd multimediale, poiché oltre alle nove tracce audio contiene una sostanziosa sezione ROM, realizzata in Flash, con le schede di tutti i gruppi e numerosi mp3, anche di band non presenti nella parte audio. Cominciando l'ascolto dal cd audio, si nota subito l'omogeneità del livello di registrazione delle tracce, incise tutte nello stesso studio, garantendo una coesione che non sempre si riscontra nelle produzioni di questo tipo. Riguardo la qualità, è bene dire che è altalenante, mentre per i codici sonori scelti non si percepiscono grosse fratture, sebbene ogni gruppo abbia la propria identità precisa. Diciamo che quasi tutti hanno fra i loro riferimenti quei generi che hanno segnato i '90: il noise-core, il crossover inteso come contaminazione fra elementi opposti e il post rock, "scoperto" nelle sue filiazioni più emotive. Ci troviamo così di fronte i Poppy's Portrait, i più inclini a sposare il pop chitarristico con suggestioni psichedeliche (quasi invisibili, a dire la verità), i Moka, seguaci dei post-rockers Mogwai, che con Hopy costruiscono un brano in crescendo a metà tra un viaggio pinkfloydiano e le accensioni emozionali tipiche dei nostrani Giardini di Mirò , poi è il turno dei The Orange Man Theory, i quali ci trasportano in un'arena dove l'unico slogan è "hardcore or die", benchè i nostri lo interpretino in maniera deviata, accelerando senza sosta con gli Unsane in testa. Se è necessario puntare su un gruppo fra tutti, diremmo i Fumisterie, che in Morning trovano un delicato equilibrio fra chitarre scampanellanti, fischiettii e ambizioni "d'autore", facendo venire in mente certe cose di Marco Parente, un riferimento senz'altro poco scontato. Tentano la carta dell'originalità i Kardia, alternando schitarrate metalliche a lievi armonie tastieristiche, senza riuscire però a coniugare il tutto in una forma fluida; discorso simile per i Marylebone, intenti a mescolare momenti dark wave con un piglio alla Marlene Kuntz, condendo il pezzo con scorie noise decisamente fuori posto. Sono sicuramente gli episodi meno riusciti del sampler, che altrove si fa ascoltare senza grossi stupori o delusioni, come con i Synthomi, i più elettronici del lotto, amanti del techno-pop come dei Depeche Mode, ci raccontano una fiaba del tempo degli Human League, sono simpatici ma con poca grinta, e con i KBN, giunti con Restless ad una singolare visione dell'emo (in precedenza li ricordo ispirati dai Fugazi) molto più vicina all'indie rock, tanto che sembra di ascoltare una band americana. Trattandosi di un sampler, la sua funzione principale è ben servita, soprattutto grazie alla parte multimediale, completa di dodici mp3, foto e rassegna stampa, un buon esempio per farsi ricordare, da imitare se si suona in una band emergente. Resta da aggiungere che gioverebbe allargare la proposta anche a stili musicali meno identificabili e maggiormente fuori dagli schemi; ad ogni modo, Cronache da una spirale, grazie anche ad un prezzo imposto accessibile, consente di conoscere una parte del sottobosco italico che difficilmente si trova sotto i riflettori.

(7.0/10)

Scheda: AA. VV.

Pubblicazione: 01 Gennaio 2005

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Italo Rizzo

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