Recensione
Inglese subacqueo Osram
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Indie rock Voti redazione e staff

Osram

Inglese subacqueo

Zahr

Per qualche minuto sembra che il miracolo si sia ripetuto ancora una volta. Il display dello stereo segnala il primo brano, Coniglio miao. E, come una fenice, il post rock risorge dalle sue ceneri, rinnovando il proprio stile e continuando a produrre emozioni che scavano sotto pelle per colpire il cuore. Poi, però, l’iniziale euforia va scemando. E alla fine dell’ultima traccia, Treno di Sant’Anna, ciò che rimane è un disco semi-strumentale che è lontano dal lasciare importanti strascichi nelle orecchie di chi ascolta.

Ed è un peccato. Perché i sardi Osram dimostrano di aver appreso molto bene la lezione del post rock. Aiutati in questo dalla mano esperta di Fabio Magistrali in cabina di regia, i quattro maneggiano con sicurezza i propri strumenti. Ma se la confezione è ben fatta – splendida in alcuni casi – è il contenuto che lascia un po’ a desiderare. Anzi, per essere più corretti, stanca. È come vedere lo studente più bravo della classe che, a un certo punto, decide di non impegnarsi più e di vivere di espedienti. Uno spreco di talento che lascia l’amaro in bocca. Per cui non bastano le incursioni rumorose di Calamauro gigante per tenere alta la tensione, così come serve a poco l’esasperante lentezza di Naso pigreco, ballata dall’anima melodrammatica e psichedelica.

Se non altro gli Osram hanno dalla loro una buona dose di autoironia, come dimostrano i surreali titoli scelti per i brani. E bisogna ammettere che in un paio di occasioni dimostrano in pieno il loro potenziale (la già citata Coniglio miao e la canzone che dà il titolo al cd). Ma alla lunga Inglese subacqueo manca di personalità e di belle melodie. Non toglie nulla al genere di riferimento, ma neanche aggiunge qualcosa.

(5.5/10)

Scheda: Osram

Pubblicazione: 01 Dicembre 2005

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Manfredi Lamartina
Manfredi Lamartina (Album 2005)

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