Alcuni li ricorderanno come i fratellini minori degli Oasis ai tempi gloriosi del brit pop. Altri come gli autori (oh my god!) di quella A Better Day portata al successo dai Lunapop (per quanto avrà cercato di sfuggire, nessuno di voi si sarà salvato da Un giorno Migliore). Di fatto, dei britannici Ocean Colour Scene si erano perse le tracce da qualche anno, almeno dai tempi del successo di Marchin’ Already (1997); nonostante quella stagione sia tramontata da un bel pezzo, questi ormai ex ragazzi non hanno mai smesso di far dischi (il penultimo è del 2003), paghi del seguito che in patria continuano ad avere a dispetto dei tempi e delle mode. Gli OCS ci riprovano oggi con un disco il cui titolo è tutto un programma (A Hyperactive Workout for the Flying Squad) e, come prevedibile, non c’è granché di nuovo: i cinque sono e restano degli inguaribili nostalgici dei sixties, al punto di ricordare più di una volta i Kula Shaker (ve li ricordate, no? Quelli di Tattva e delle indianate), specie in quella attitudine tritatutto che fa convivere nello stesso disco Zeppelin (il riff di Everything Comes At The Right Time), Who, Beatles (con un Harrison omaggiato nella calligrafica – e inutile - riproposizione di Wah Wah da All Things Must Pass), Stones (la evitabilissima God’s World) e Motown (Free My Name, My Time, forse la migliore), senza dimenticare una spruzzatina di folk (This Day Should Last Forever, Have You Got The Right, Waving Not Drowning). Aggiungete al tutto la classica iper-produzione tipica di prodotti di questo genere e avrete il solito disco di brit-pop, nella sua accezione più manieristica e deleteria, ovvero immancabili ballatone (vedi Start of the Day, scarto ammuffito dei Verve di Urban Hymns) e sentimentalismi da cotta delle medie (I Love You, a cui va la palma di canzone più imbarazzante finora ascoltata quest’anno).
Probabilmente una manna per i seguaci dei fratelli Gallagher (sia in U.k. che da noi), ben poca roba per chi, in quello stesso genere, è stato abituato ad altro: gente come Doves, Elbow, Gomez e Bees sono già un altro pianeta.
(5.2/10)
Scheda: Ocean Colour Scene
Pubblicazione: 01 Aprile 2005
File under: Indie
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