Recensione
Non al denaro non all'amore né al cielo Morgan
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canzone d'autore Voti redazione e staff

Morgan

Non al denaro non all'amore né al cielo

Columbia Records

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Quando l'ispirazione ha (temporaneamente?) abbandonato un musicista, ma vaglielo a dire a quei discografici che ripetono in un ipnotico, impietoso loop "gli obblighi contrattuali vanno rispettati", "gli obblighi contrattuali vanno rispettati", "gli obblighi contrattuali vanno rispettati", "gli obblighi...", ci sono vari modi di procedere. 1) Frugare come un disperato in cassetti, cassapanche e fodere di chitarra, telefonare a vecchi amici e/o membri della tua band (se hai una band), andare in visita con una bottiglia di quello buono dal tecnico di sala che ha registrato tutti i tuoi album. Lo scopo è mettere insieme un improbabile mix di testi, spartiti, ritornelli della tradizione orale e scarti di session che - opportunamente manipolati - permettano di venirsene fuori con un disco di inediti, eventualmente nobilitato da una "felice rivisitazione" di uno o due pezzi forti o completamente dimenticati del tuo repertorio. 2) Farsi venire in mente un po' di canzoni altrui che rispondano ai seguenti requisiti: successi planetari; fiaschi clamorosi; quella che mettevi sempre su quando scopavi con lei; il brano che il tuo chitarrista non ti lasciava mai cantare, perché sosteneva che a lui veniva meglio. Individuata così una cinquantina di titoli, far risolvere a qualcuno il problema delle edizioni e registrare i dodici brani per i quali nessuno intenda rompere i coglioni più di tanto. 3) Organizzare una compilation dei tuoi maggiori hit (se ne hai avuti, ma anche se non), reincidendo però di sana pianta tutti i pezzi perché: quello là era stato rovinato da un arrangiamento troppo lezioso; per quell'altro ci sarebbe voluto un quartetto d'archi, ma all'epoca non c'erano abbastanza soldi; quell'altro ancora piace a mamma. 4) Lo stesso di 3), ma dal vivo. 5) Rifare un album che ti è venuto male per la fretta, perché eri sempre fatto o avevi altre cose (anche beneficenza) per la testa. 6) Prendere un disco già bell'e pronto, dargli una ripassatina e... et voilà, ecco a voi il nuovo album di Morgan Non al denaro non all'amore né al cielo, rivisitazione (si dice così, no?) dell'omonimo ellepi di Fabrizio De André del 1971 (anche se Castoldi a dire il vero ha parlato - sob - di "upgrade" e "discover").

Per molti deandreiani "Non al denaro" è il più bel disco di Faber, per molti altri no, e in ogni caso da quel che hanno lasciato trapelare poteva pure andarci peggio: pare, sembra, si dice che la scelta - di Morgan? di Dori Ghezzi? di Wess? di Gesù Bambino? - oscillasse tra "Non al denaro" e Tutti morimmo a stento, del quale non si fa peccato e soprattutto non si sbaglia di molto ad affermare che è il miglior album di De André, a prescindere da cosa ne pensasse - o gli facessero dire - l'autore. L'impressione è che però a Marchino non sarebbe dispiaciuto riservare analogo trattamento a Storia di un impiegato: se ascoltiamo l'upgrade sforzandoci di mettere in secondo piano la voce da Pupo cresciuto di Morgan, dagli arrangiamenti possiamo ricavare la sensazione di un mix "Non al denaro-Storia" che fa tanto colonna sonora dei poliziotteschi all'italiana anni Settanta. Di suo, Castoldi ci ha aggiunto qualche ipertesto classico, dal tema regio dell'Arte della fuga di Bach allo sfruttatissimo Canone in re maggiore di Pachelbel, trasformato in un hit dagli Aphrodite's Child nei Sixties e in tempi più recenti dissezionato da Brian Eno.

Non pago, insieme alle Sagome e a un quintetto d'archi Morgan ha moltiplicato Un ottico per quattro clienti, aggiunto qui (da nove, i brani sono diventati diciassette), rallentato là (va bene le intro e gli inserti classici, ma dai 31 minuti e 15 secondi dell'originale si è passati a 42 e 22), fatto qualche danno e messa in pratica qualche idea carina (l'impazzimento frigez che chiude il Terzo cliente, l'atmosfera da locale fumoso del Suonatore Jones), lasciandoci comunque nelle orecchie un retrogusto di inutilità. Meglio sarebbe stato probabilmente limitare il remake all'aleatorietà di un'esecuzione dal vivo (Siena, Teatro dei Rozzi, 13 dicembre 2004, per l'inaugurazione del Centro studi "De Andrè"), ma - si sa - l'appetito vien mangiando. E le versioni di Faber e Fabrizio Bentivoglio (musiche dello stesso De Andrè e del futuro premio Oscar Nicola Piovani) di nove dei quasi duecentocinquanta epitaffi che compongono "L'Antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters, devono aver messo a Morgan una certa fame. Però, giusto a proposito di cibo, "cianciare ancora delle porcate/mangiate in strada nelle ore sbagliate" (Dormono sulla collina) lo poteva cantare solo Fabrizio (provate ad ascoltare il suono originale di "porcate"), e via criticando Un giudice è diventato un tunz tunz da discoteca, non c'è sintetizzatore (e neanche voce umana) che possa sostituire Edda Dell'Orso, una trovatina per la copertina no, eh?

La morale della favola (sì, perché questa - si fa per dire - favola ha una sua - si fa per dire - morale) ce la dà Todd Rundgren (un mago, una vera star). Nel 1976 Rundgren se ne uscì con un ellepi (Faithful) che recava sulla prima facciata sei sorprendenti cover di Happenings Ten Years Time Ago degli Yardbirds, Good Vibrations dei Beach Boys, Rain e Strawberry Fields Forever dei Beatles, Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine) di Bob Dylan e If Six Was Nine.di Jimi Hendrix. Sorprendenti, perché quelle cover erano identiche, diciamo gemelle, a esclusione della voce (nobody's perfect). Per il leader degli Utopia (un nome, un programma, non trovate?) magari fu solo un divertimento, ma io ci voglio leggere - andando oltre l'umiltà dell'omaggio - un'ammissione di impotenza: queste canzoni sono bellissime così, io le amo, ve le voglio cantare e suonare, però abbiate pazienza, non posso, non mi sento di cambiare neanche una virgola. Insomma, Morgan, per tenere vivo il ricordo di De André, basta e avanza De André.

(5.5/10)

Scheda: Morgan

Pubblicazione: 01 Maggio 2005

File under: canzone d'autore

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Ivano Rebustini
Ivano Rebustini (Album 2005)

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