Nel cuore di cemento di Brooklyn (NYC) Micheal Gira e la sua Young God Records hanno ritagliato un quadrato naturale che non sfugge alle stagioni, ma permane in una sorta di epoca inattuale che, pure, è calata completamente nel presente e nei suoi fermenti. Creatore di un paradosso temporale quasi senza precedenti, l'ex Swan gestisce questo parco giochi dell'alt.folk tirando fuori dalla terra, di volta in volta, germogli come Banhart, Akron/Family e Mi And L'Au per poi vederli crescere e maturare sotto i suoi occhi. Primaverile il primo, autunnali i secondi, il duo composto da Mira e Laurence(lui francese e lei finlandese) è stato invece capace di scrivere un disco dalla qualità decisamente invernale.
Le canzoni dell' album, Self-Titled, sono intarsiate nel ghiaccio e nella neve. Sono state scritte in un casolare nei boschi finlandesi, dove la coppia si è ritirata a vivere e comporre in solitudine, nutrendosi di frugalità e amore. Gli arrangiamenti rispecchiano a dovere il loro stile di vita e la poetica quasi esistenziale che ne deriva, congelati, come sono, nei fraseggi in punta di piedi di una chitarra, di alcuni archi, e, soprattutto, di due voci che intrecciano versi soffici sulle parole degli strumenti eloquenti. Nella baita nordica di Mi And L'Au non è concesso alcuno spazio all'eccesso, alle emozioni forti, ai colpi di testa: la tracklist scorre omogenea, sognante; i brani, tutti bellissimi, non soffrono di frammentarietà né di intensità alterna - piuttosto compongono insieme, uno dopo l'altro, in parata, un intarsio monocromatico (bianco) ed intenso. Mai come in questa sede è difficile privilegiare alcuni episodi sonori rispetto ad altri: sicuramente danze sottili come I've Been Watching, Nude oppure Boxer meritano una breve menzione, eppure anch'essi vanno catturati e goduti nella dimensione totale di un lavoro che, senza esagerare, suona suggestivo, evocativo e potente come poche altre uscite del 2005.
Mira e Laurence, una di quelle piante che il freddo denuda per rendere quasi più maestose, hanno conquistato un angolo luminoso nel piccolo impero di Gira. Le etichette lasciano il tempo che trovano: che si tratti di pre-war, di weird o di freak-folk non è importante; i giorni e le notti reinventati dal duo, come quelli di diamante della musa Vashti Bunyan, rompono le regole inclementi del tempo.
(7.7/10)
Scheda: Mi And L'Au
Pubblicazione: 01 Novembre 2005
File under: Folk
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