Recensione
Ciao! Tiga
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retrofuturdisco Voti redazione e staff

Tiga

Ciao!

Wall Of Sound

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Se Oizo aveva rifatto i novanta con le scariche fidget della scuola Crookers, riasumendo tutto in un discone del calibro di Lambs Anger, oggi ritorna Tiga, il ragazzo da un milione di dollari dell'electro pop internazionale. E anche qui come da molti anni a questa parte (almeno da quando la Kitsuné ha fatto della Disco una seria questione da passerella) c'è lo sguardo retrofuturista che guarda agli 80. Ciao! è un disco che ripercorre l'immaginario sfocato di quegli anni da bere, tutti dietro ai Ray Ban (oggi e sempre più indossati da Miss Kittin), robotizzati dalle prove da discotechina dei Depeche Mode e rimpolpati da una tonnellata di gruppi melo, che della lacrimuccia hanno fatto un marchio di fabbrica. Dunque è tutto in linea con il fortunatissimo Sexor del 2005 con una differenza che vedi direttamente in faccia al ragazzo sul My Space: il fondotinta e gli abiti sono neri e il sound gli fa il paio come dire che se c'è Peaces nell'aria è meglio batterla nel suo stesso recinto. Ma, meglio, che se stai troppo dentro certi ambienti il nichilismo ti viene naturale ed è proprio lui alla fine a fregarti l'asso.

Dunque attenzione Tiga: dalla versione geek del video Far From Home a quella sexy black del nuovo Shoes, ci perdi in melodia anche se a salvarti è ancora l'Ambizione. Voglia di trono che ti porterà probabilmente, come un Williams variante Bond, al podio dell'electro ma con uno stile e una missione ben più pericolosi che in passato.

Pericolosi gli smalti morbosi e sexy sui vecchi modi '80 ma poi c'è tanto in Ciao! Varietà e generosità in primis e sta li la differenza rispetto all'ultimo Fischerspooner. La cattedrale barocca risplende di richiami breakbeat (Mind Dimension è uno studio di scuola Jack virato french), di singoli leccaculo (Luxury con quei pad à la Gazebo, Turn The Night On con il basso in overdose uberpop Moroder), di cavalcate che ricordano le prove della trimurti Lindstrøm Circlesquare Øye (i dieci minuti da panico Cerrone nella nonsoloballad progressiva Love Don't Dance Here Anymore) e di una vernice glitter che fa risaltare quanto il ricordo sia più che mai now. Ma ancora:ci vuole poco a sputtanarsi con i rifacimenti e i plagi. La coca e le paillettes fanno male. Del resto, questo è il nuovo corso del dopo Tellier. Rifatevi l'armadio. L'estate è alle porte. Ma attenzione...

(6.9/10)

Scheda: Tiga

Pubblicazione: 21 Aprile 2009

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