Recensione
Wolfgang Amadeus Phoenix Phoenix
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fashion pop Voti redazione e staff

Phoenix

Wolfgang Amadeus Phoenix

Cooperative Music

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Molti pensavano che il gruppo francese sarebbe sempre rimasto attaccato a quella If I Ever Feel Better che tanto gli diede visibilità, ma a partire dal sorprendente It’s Never Been Like That i Phoenix si sono scoperti ottimi interpreti dell’indie rock più diretto dando vita alla loro versione 2.0.

Questo nuovo disco porta avanti il discorso virandolo verso un brillante power pop infarcito dalle tastiere e dalla produzione dell’amico Philippe Zdar dei Cassius. Si avverte un’ulteriore rafforzamento strutturale dei brani e una maneggevolezza pregevole della freschezza pop che tende a partorire l’effetto “ogni traccia come possibile singolo”. Le chitarre si intrecciano giocose nel singolo Lisztomania e nella ritmica vivace di Lasso per poi lasciare trasparire un lato soul speziato di spirito dance come potrebbero intenderlo alla DFA nella coinvolgente Fences. Zdar mette lo zampino decisivo nei synth circolari di 1901, nella traduzione del post rock nelle due parti di Love Like A Sunset (dove synth spacey e riverberi la fanno da padrona) e nell’effettistica della ballata Rome. Countdown e la conclusiva Armistice sono altri due numeri di solare power pop lontano dalla mera semplicità ma miscelante incastri melodici di rilievo e un certo gusto per il fascino d’impatto.

Il notevole lavoro di produzione e quel tocco di synth hanno aggiunto quell’ingrediente in più che prende una formula già testata e la porta avanti senza blocchi compositivi e con un’immediatezza che colpisce sulla breve distanza e convince lungo gli ascolti. Da quel french touch in chiave dancefloor che fu ad un pop che gioca con la pista facendosi beffa della faciloneria del 4/4. E dopo la sorpresa, c’è la conferma.

(7.3/10)

Scheda: Phoenix

Pubblicazione: 04 Maggio 2009

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Alessandro Grassi
Alessandro Grassi (Album 2009)

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