Nella classifica degli incontri coi personaggi più bislacchi, e sono tanti, che animano i bassifondi dell’underground, quello con Kites - aka Christopher Forgues - va sicuramente ad occupare una posizione di assoluto riguardo. One man band, trafficone con le manopole e militante convinto della propria cameretta, si aggiudica la palma di fondamentalista del lo-fi per il 2005 appena trascorso.
La sua seconda e ultima creatura, Peace Trials, è un album quasi interamente registrato in casa grazie ad un vecchio quattro piste, con la particolarità che – riportiamo fedelmente – “everything is done with homemade, modified, or commercial equipment, no keyboards, computers, samplers, or digital synthesizers were used”. Capito? Tutto l’udibile è frutto di una strumentazione non convenzionale, nei migliori casi trattasi di ibridi concepiti appositamente, aggeggi unici, elettronici e analogici, assemblati dalle manine sante dell’autore stesso, e il booklet che ne riporta le fotografie vale, da solo, il prezzo del biglietto (difficilmente giustificabile altrimenti).
Sul piano artistico però vengono perse le posizioni che si erano guadagnate su quello della suggestione e la scaletta, in spregio all’easy listening, si srotola alternando brani che chiameremo, convenzionalmente ma impropriamente, elettronici e acustici. Quelli del versante elettronico rasentano l’onanismo, essendo rappresentativi del più puro del piacere da smanettamento in cameretta. Un godimento che, se è vero che non nasce per essere condiviso con alcuno, un motivo dovrà pur esserci.
Si salva nel lotto solo l’iniziale Flag Torn Apart, l’unica tra le suddette tracce a potersi fregiare del vetusto appellativo di canzone, un brutale noise elettronico con vocalizzi distorti e spaventosi. Più convenzionali, si fa per dire, invece, i bozzetti acustici che – potendo contare sull’appoggio di uno strumento a (tre) corde - ricordano l’approccio delle prime cose da solista pubblicate da John Frusciante. Nonostante Forgues le provi tutte per farsi odiare, il talento è un’entità difficile da celare e si rivela perfino mentre si cerca di tediare l’ascoltatore con i lamenti elettronici dei propri elettrodomestici.
Un (6.3/10) che premia l’artista più della sua arte.
(6.3/10)
Scheda: Kites
Pubblicazione: 01 Novembre 2005
File under: Indie rock
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