Recensione
Hello Stranger Kaos
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Dance Voti redazione e staff

Kaos

Hello Stranger

!K7

Da Berlino con furore. Arriva dalla più vivace capitale internazionale del clubbing di questo inizio millennio il primo album solista di Dj Kaos – fondatore dei Terranova e membro dei Ghost Cauldron – che per l’occasione rimuove il prefisso dal suo moniker e si circonda di una serie di ospiti di tutto rispetto, per lo più legati alla scena berlinese. Hello Stranger – in omaggio a Marianne Faithful – è l’ennesima dimostrazione di come il mondo della dance attuale si stia aprendo a stili e linguaggi storicamente distanti, vuoi per sfuggire a una flessione (crisi?) che è sotto gli occhi di tutti, vuoi per rispettare l’imperativo categorico del presente: “contaminare”. Ecco quindi una nuova miscela di white funk, rock, disco, electro e suggestioni ’80 ben confezionata e pronta a infiammare le piste dei club più alternativi – come di quelli più alla moda – ma che si presta pure a un ascolto più “tranquillo”. Kaos è un tipo scaltro e ci mette tutta la sua esperienza ma il giochino (dei compromessi) riesce bene solo in alcuni episodi: l’italo disco di Lessons In Love – con uno stilosissimo Erlend Øye che tramuta in oro tutto ciò che tocca –, il riempi-pista Feel Like I Feel – ricoperta di croccante funkyness da Matt B. Safer dei The Rapture e glassa soul nel ruffiano refrain di Snax dei Captain Comatose – e il punk funk appuntito di Now And Forever. Non graffiano come dovrebbero l’onesta My Reputation – lunga divagazione disco-punk in collaborazione con Daniel Wang, Electrocute e Boy From Brazil – e l’electro ambigua di Boogie Boy, mentre il resto è (più) noia (che altro), una ripetizione esangue di quanto già esposto. Alla fine Kaos svolge bene il compitino, grazie anche a qualche suggerimento, ma noi vorremmo qualcosa di più.

(6.2/10)

Scheda: Kaos

Pubblicazione: 01 Marzo 2005

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Martino Lorusso
Martino Lorusso (Album 2005)

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