Recensione
Blank Unstaring Heirs Of Doom Jana Hunter
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Folk Voti redazione e staff

Jana Hunter

Blank Unstaring Heirs Of Doom

Gnomonsong

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L’avevamo incrociata già un paio di volte nel corso del 2005, Jana Hunter, una folksinger del profondo Texas che, da circa una decina d’anni, si barcamena tra misconosciute band (certi Matty & Mossy) e registrazioni casalinghe (due e quattro piste, dove e quando può). Autrice di un folk scarno e rurale, non poteva non attrarre l’attenzione di Devendra “pre-war” Banhart, che subito si è proposto come suo mecenate, prima con la selezione della compilation Golden Apples Of The Sun (Bastet, 2004) per il magazine Arthur e poi con lo split per l’etichetta Troubleman Unlimited (2005). Subito dopo è stata la volta delle “cocche” sorelle Casady e la loro The Enlightened Family (Voodoo Eros / Wide, settembre 2005), in cui la palma come miglior brano va proprio alla Hunter (assieme a Diane Cluck). Con un simile background potrebbe mai sorprendere che il suo debutto, Blank Unstaring Heirs Of Doom, sia firmato Gnomonsong, ovvero la neonata label di Devendra e del socio Andy “Vetiver” Cabic? Certo che no. Se poi si aggiunge che in realtà il disco è una sorta di best of della sua carriera decennale, allora facile sarebbe archiviare il caso con un “folk + Banhart + vecchie incisioni= ne ho abbastanza”.

E ciò è vero per metà: il lamento che vorrebbe essere spettrale e invece è pura noia di All The Best Wishes, l’intermezzo irrilevante di Heatseeker's Safety Den, l’a cappella che gioca a fare le Cocorosie in The Earth Has No Skin e che aspira ad essere il cuore denudato dell’album, causano un ascolto a singhiozzo, diminuendo il valore di brani tutt’altro che scontati, come il jazz oscuro e fosco di Christmas, la dimessa solitudine chitarra/voce di The New Sane Scramble, la sorprendente K, quasi il lato femminile e sensuale della We Have Mice di Casiotone For The Painfully Alone.

Insomma, di certo non le mancano le qualità, a partire da un voce avvolgente e screziata di blu, per finire con un eclettismo che la separa dalla sua ingombrante guida spirituale/promoter. Se però Jana Hunter si dedicasse di più alla produzione e a svecchiare il repertorio, non farebbe un soldo di danno

(6.0/10)

Scheda: Jana Hunter

Pubblicazione: 01 Ottobre 2005

File under: Folk

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Valentina Cassano
Valentina Cassano (Album 2005)

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