Recensione
Rebel Songs Goldblade
Cover image
Punk Voti redazione e staff

Goldblade

Rebel Songs

Captain Oi

Non c’è molto da stupirsi a leggere del successo che i Goldblade hanno riscosso in Russia, non solo per le inflessioni nazionali che il pubblico dell’Est può aver colto in un brano come Stereo Gangsta, ma soprattutto per via dell’identità ultra-territorializzata che il gruppo inglese spiattella visivamente e musicalmente, di facile presa presso culture “vergini” più sensibili alle “uniformi” di genere. Così proclami anti-governo (sacrosanti, per carità), ribellismo proletario e punk melodico in abbondanza convergono al millimetro con look, note di copertina e titoli battaglieri. Non mancano le sporadiche uscite dagli schemi: oltre alla già citata kalinka punk di Stereo Gangsta, un surf marpione da Pulp Fiction spunta dalle note di Fighting In The Dancehall, mentre il classico riff di Jack The Ripper alimenta All We Got Is Rebel Songs e un’anomala anima swing si manifesta in Government Lies. Ma il tutto è seppellito sotto il rauco canto Oi di John Robb – genuflesso sul mausoleo di Strummer – e dal fascio di chitarre (ben tre) intento a stampare pleonasmi post-’78. Non basta quindi l’apprezzamento di un Morrissey (la cui influenza peraltro si rintraccia nell’uso dei cori) a sollevare questo quarto album dei Goldbalde al di fuori dei confini del genere, nel cui perimetro invece costituisce sicuramente un evento.  

(6.0/10)

Scheda: Goldblade

Pubblicazione: 01 Febbraio 2005

File under: Punk

Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2005)

Rss
copertina pdf #91