Recensione
The Now Sound Redesigned Free Design (The)
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(Avant) Pop Voti redazione e staff

Free Design (The)

The Now Sound Redesigned

Light In The Attic Records

Come spiegare adeguatamente tutto il valore simbolico contenuto in questo The Now Sound Redesigned, frutto di un processo culturale pluridecennale, nello spazio esiguo di una recensione? Cominciamo col fornire qualche coordinata spazio-temporale sui Free Design: fine anni ’60, l’East Coast tentava un’improbabile golpe contro il dominio incontrastato della solare West Coast. Ecco allora che al rock della Bay Area si contrappose l’artificiosissimo Bosstown Sound ed ecco che al Sunshine Pop di Mamas & Papas e Turtles risposero le creature di Curt Boettcher (Association, Millennium, Sagittarius), Todd Rundgren (The Nazz), Michael Brown (Left Banke, Montage). Ma a fronte degli Association che ce la fecero ci furono innumerevoli altre realtà che fallirono, fra queste la più illustre fu quella dei Free Design: emblema delle superproduzioni barocche dell’Est a cui spesso non corrispondeva nemmeno una sortita nei Top100, simbolo di ottimistiche innodie ai cieli tersi celebrate in grigie lande, di Sole invero parche.

Probabilmente la bizzarria tragicomica di questi macroscopici, spesso titanici, paradossi (ed è particolarmente calzante la metafora del Titanic - la nave più grande del mondo che affonda al primo viaggio urtando contro un pezzo di ghiaccio…) ne hanno fatto un oggetto di culto - nonché uno specchio - per quella generazione “out” che dagli ’80 in poi hanno sognato di riprodurre i fasti di Martin e Spector con i poveri mezzi della propria cameretta (o attico) e delle proprie psicosi; parliamo di freaks inossidabili come Daniel Johnston, Beck, Calvin Johnson… e dei cacciatori di coolness innamorati del muzak, dai nipponici dello Shibuya-Kei ai riciclatori hip-hop più sommersi di area Stones Throw e Anticon, senza dimenticare gli apologeti del lounge del vecchio continente (Stereolab) e i favoleggiatori dell’arcadia-sixties di scuola celtica (Super Furry Animals, Gorky’s Zygotic Mynci, Belle & Sebastian), tutti accomunati da una visione casalinga e personale – da novelli Pupkin - del mito dei ’60 più hollywoodiani, apice di quella tradizione tutta fantasia e opulenza che nei ’50 vedeva persino le short stories di Tom & Jerry accompagnate dalle mega-orchestre di Scott Bradley.

Dunque l’enorme raggiunto nel piccolo di un campionatore, il chic attraverso il pacchiano… tutti questi impulsi sono ben riassunti nell’operazione della Light In The Attic, etichetta di culto ossessionata dai Free Design, che consiste nel sottoporre il loro repertorio al remix degli eredi più in vista di quella corrente che abbiamo fin qui descritto. The Now Sound Redesigned è il capolinea del progetto in quanto riunifica il materiale originariamente uscito in una serie limitata di tre 12”.

La scaletta, con intro esplicativa e continue intrusioni e stacchetti - a recuperare con spirito camp la forma della rock opera – spazia fra il classico Where Do I Go (dal musical Hair) spezzato sui beats di Madlib, a Umbrellas trasformata dal patron della Stones Throw, Peanut Butter Wolf, in un pezzo degli Heatwave all’epoca del G-Funk, e avanti in un baluginio di acid-jazz (Sharpshooters), “indietronica” (Styrofoam feat. Sarah Shannon , Mellow), nu-lounge (Stereolab & The High Llamas), hip-hop obliquo (Koushik & Dudley Perkins, Danger Mouse & Murs, Kid Koala & Dynamite D, Nobody feat. Ikey Owens) trovando le interpretazioni migliori negli episodi di più caotico trasversalismo come nella happy-disco di The Proper Ornaments ritradotta dai Super Furry Animals ma soprattutto in Dan Snaith/Manitoba/Caribou per il quale tutta l’operazione pare essere stata concepita tanto a suo agio si trova in questi panni il virgulto canadese (Dorian Benediction).

Se il cozzare di sampledelia e hip-hop con la prosopopea sixties vi suona eccessivamente peregrino la Light In The Attic vi dimostrerà con questo artefatto che si tratta invece di una forse piccola ma significativa quadratura di bilancio.

(7.0/10)

Pubblicazione: 01 Settembre 2005

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Lorenzo Filipaz
Lorenzo Filipaz (Album 2005)

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