Recensione
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Genere

Elettro pop

Data di uscita

Marzo 2005

Pubblicazione

01 Marzo 2005

Die Weltraumforscher

21 Weltraum-Standards

Staubgold

Se qualcuno nutrisse qualche curiosità per le origini dell'attuale electro-pop tedesco troverà in questa compilation gran parte delle risposte (e molte gratificazioni).

Descritti da molti - non a torto - come i Residents dell'elettro-pop, Die Weltraumforscher (gli scienziati dello spazio) sono un caratteristico veicolo sonoro dal taglio tipicamente tedesco che ha attraversato, informato e ammaliato, almeno un paio di decadi di storia underground.

Nato nel 1978 per mano di Christian Pfluger, il progetto acquista una forma operativa tre anni più tardi e lì in poi si avvicenderanno svariate pubblicazioni su cassette autoprodotte, vinili in tiratura limitata (dalla metà degli ottanta) e infine compact disc (dal 1993).

Di tutta questa vasta e variegata produzione, realizzata prevalentemente in autonomia grazie alla Monif, la Staubgold Records propone oggi una chiave di lettura estrapolando 21 "standard" e una buona manciata di cover: un doppio cd che raccoglie da una parte una sezione trasversale - e certamente maggiormente accessibile - della carriera del trio (tutt’ora attivo), e dall'altra la ristampa di un album tributo di alcuni protagonisti della scena tedesca di questi anni (uscito originariamente per la Gagarin Records di Felix Rubin nel 1999).

I fantasmi formaggino dai lenzuoli sdruciti e i buchi agli occhi ritornano dunque in pista dando modo a un pubblico più vasto d’apprezzare la spooky weltanschauung che da sempre li contraddistingue. La proposta - generosa e variegata, fortemente ancorata sui terreni obliqui di un avant folk dalle garbate tinte spacey - cattura soprattutto per le soluzioni liriche, sempre in bilico tra il dolce, l'austero e il trasognato, anche se la specialità del trio è basata sull’intaglio arrangiativo nel quale s’alternano chitarre minime ma tese (NEU!, ma soprattutto Feelies), diluizioni cosmiche e wave rese con tape loop, gigioneggi synth pop ’80 e austeri umori mitteleuropei. La bussola temporale s’imbizzarrisce poi se a colorare le tele troviamo i sixties di Drake e Donovan quanto i sentieri del dream-pop, le interlocutorie trovate dei quattro personaggi in tuxedo e le fiabe cosmonautiche.

Tanti i dettagli capaci di far rimbalzare la mente tra varie epoche e stili, troppi per elencarli e, forse, non sarebbe troppo ardito pensare che persino gli Enstürzende Neubauten si siano ispirati a questo fantomatico gruppo; brani come Lieb Lilli (con anche tracce di Feelies e Pere Ubu) o come Weit Bei Den Sternen riconducono alla teatralità austera che Blixa Bargeld e compagni svilupperanno in Tabula Rasa e successivi, mentre da altre parti è piuttosto chiaro come le intuizioni di Gravity (veggenze synth pre-AIR di grande misura e suggestione, canto sognante e ritornello memorabile), Deine Aller Schönsten Dinge, Die Andere Seite Der Nacht (metronomia degli accordi e ancora tic tac ritmico, trasporto melodico, scoscese strofe in tedesco, humming), saranno il pane per i denti di Notwist, Tarwater, Sack Und Blumm, Minichev e Barbara Morgenstern etc.

Del resto alcuni di questi artisti sono gli autori del secondo cd dedicato alle cover dei Weltraumforscher, tutte risalenti alla fine degli anni novanta, periodo in cui l'idea di riscoprire il trio è parso per la prima volta un atto dovuto. Buone le cover della Morgenstern che trasfigura Deine Aller Schönsten Dinge in un abile esercizio ambient-folk, molto personali gli omaggi di Neonangin (la giocosa intimità di Toter Mann), Mouse On Mars (Klasticka Mandelspaltter Chut), Schlammpeitziger (i loop estatici di Die Liebe Liebt Dich Selbst) e Minitchev (la fosca house giocattolo di Flying Through The Door) ma in definitiva il dato di maggior rilievo di questa antologia è la riscoperta del gruppo di Christian Pfluger: il lo-fi ante litteram dei suoi Weltraumforscher è l’abbecedario di un romanticismo di largo respiro, un ammaliante pop dai toni gentili e spettrali, melanconici e incantati al quale è difficile rimanere immuni.

Fortemente raccomandato, e non solo per il pubblico amante della produzione Staubgold, Sonig e Monika Enterprise.

(7.8/10)

Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2005)