Recensione
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Genere

elettroacustica/sperimentale

Data di uscita

Gennaio 2009

Pubblicazione

01 Maggio 2009

Live Journeys

Symbiosis Orchestra

Baskaru

Un altro punto a favore per la Baskaru lo segna la nuova uscita firmata Symbiosis Orchestra a breve distanza dal notevole lascito del giovane artista americano Ethan Rose (OAKS-Baskaru 2009).

L'obiettivo della label, attenta alla ricerca di nuove proposte nell'ambito dell'elettronica sperimentale e della sound-art, è raggiunto anche con le undici tracce di Live Journeys, la cui geometria in acustica ed elettronica tracciata in mutue e mutevoli relazioni evidenzia indiscussa maestria in armonica simbiosi.

Distante da qualsiasi termine in catalogazione di genere ma, oppurtunamente responsabile di quei metodi in improvvisazione tra stesure più o meno concrete ed ambient a cui corrispondere un'ottima scrittura e conoscenza di forme e strutture musicali. Il valore è certamente dato dalle combinazioni d'artisti e dal materiale raccolto, quello in live che nel 2005 l'italiano Andrea Gabriele ha saputo annotare e fissare con estrema precisione.

Racconti di viaggio dai panorami differenti responsabili di quella fluidità che va in aiuto dell'insieme, alleggerendo il fardello ma senza mai perdere per strada quelle che sono abilissime orchestrazioni in elettroacustica.

Tappe fondamentali quelle in quartetto di Live at Peam (2005, Ecoteca Pescara) tra le percussioni di Stefano Tedesco, gli archi di Diego Conti e le iconiche vocalità di Iris Garrelfs che Andrea Gabriele lascia correre immacolate tra punteggiature, prese dirette e sottili sovrapposizioni in loop che sanno giocare con la sospensione in Cinematic Naples tra le strumentazioni in fiati di Geoff Warren e distese in drones.

C'è poi l'elettroacustica chiaroscurale ed eterea di Live at GAM-Gallarate 1, quella demarcata in sintetica tra similitudini in ritmo Live at GAM-Gallarate 2 a cui concedere comtrappunti elettro di esemplare orientamento (Live at FabbricaEuropa-Florence 2) concordate con l'artista Robin Rimbaud-aka Scanner.

Una musica che vuole pochi paragoni per vastità e documentazione ma certo non per mancato carattere, contraddistinto per fruibilità colore e narrativa.

(6.9/10)

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