Recensione
Strange House The Horrors
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Goth Punk Voti redazione e staff

The Horrors

Strange House

Universal

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Lo ammettiamo: a giudicare da come questi ragazzi si presentavano sulle pagine di NME qualche mese fa, non ci aspettavamo niente del genere. Il boss della Loog James Oldham (il discografico del momento, già “padrino” dell’ultimo Patrick Wolf) non va troppo lontano dalla verità quando afferma che Strange House, debutto degli Horrors – nome azzeccatissimo per cinque ventenni emaciati e scheletrici, con un look tragicomico fra Jesus & Mary Chain e la Famiglia Addams – è probabilmente il disco più estremo uscito in Inghilterra da un po’ di tempo a questa parte.

Altro che chitarre e melodie tirate a lucido (Kaiser Chiefs), altro che produzioni ammiccanti al dancefloor (Bloc Party, Klaxons), piuttosto vagonate di trash e garage di scuola Nuggets(la seminale raccolta di singoli anni ’60 redatta da Lenny Kaye), sposato all’iconoclastia dei Birthday Party, della No Wave più incompromissoria e dell’ovvio punk (quello beffardo di Fall e Dead Kennedys, quello cartoonistico di Cramps e Stranglers). Roba in cui uno come Simon Reynolds inzupperebbe volentieri il pane, insomma.

Da Sheena is A Parasite (singolo-manifesto che aprì le danze poco meno di un anno fa) alla cover di Jack The Ripper di Link Wray (il John Cale di Heartbreak Hotel+ Jim Morrison + i primi Joy Division + … fate voi) è tutto un profluvio di chitarre dissonanti e urticanti, ritmi tribali, urla frenetiche e demenziali, organetti distorti e impazziti fra beat e Suicide. Dovendo scegliere una traccia su tutte, diremmo lo strumentale Gil Sleeping (irresistibile e sgangherato come un film di Ed Wood), e anche il recente singolo Gloves (con un finale degni dei Pulp più allucinati) si difende bene; e pure se l’incipit di Excellent Choice è talmente Mark E Smith da rasentare la vergogna, l’impianto regge senza grossi problemi.

Ora, dove sta il trucco? Sicuramente nel fiuto del buon Oldham (che non a caso è stato per sette anni redattore del NME..), oltre che dei producer di turno - fra Nick Zinner (Yeah Yeah Yeahs) e Ben Hillier (Futureheads), fa capolino un insospettabile Jim Sclavunos (cui fanno eco, tra i fan vip, Jarvis Cocker eBobby Gillespie). O forse il punto è che il trip nella casa dei fantasmi degli Horrors è tanto lercio quanto patinato (come le cover dei magazine dove abitualmente spadroneggiano). Insomma, se qualcuno era in cerca di un altro fenomeno che smuovesse le acque e rimettesse un po’ le cose in gioco, voilà, eccolo qui. La sensazione è pronta ad essere divorata e cannibalizzata. Dobbiamo forse prepararci a una nuova ondata garage made in UK, fatta di giovanotti armati di chitarre e tastiere cheap, con corredo di cerone, lacca e mascara? Ma certo che sì…

(6.9/10)

Scheda: The Horrors

Pubblicazione: 01 Marzo 2007

File under: Goth Punk

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Antonio Puglia
Antonio Puglia (Album 2007)

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