Sintesi dell’omonimo soggetto teatrale di Alessandro Zannier alias Ottodix, Le notti di Oz è concept sospeso tra mondo reale e virtuale, una pungente disamina dell’attualità che stiamo vivendo e della massiva spersonalizzazione a cui siamo andati/stiamo andando incontro.
Musicalmente synth pop, wave elettronica e songwriting in italiano confluiscono, un ideale punto d’incontro dell’immaginario Ottanta, che ricollega da un lato Bowie, Garbo, Depeche Mode estendendosi sino alle fascinazioni Bjork e Massive Attack. Nel mezzo, i ’90 e oltre italiani di Subsonica e Bluvertigo per fare qualche nome. Con forti fascinazioni estetico-concettuali, dall’espressionismo a Metropolis, da Tim Burton a Brazil.
Coordinate precise per un progetto musicale cantato in italiano ben messo a fuoco, che fa della nostalgia evocativa e delle fascinazioni decadenti la sua cifra stilistica. Alcuni ospiti come Madaski (Africa Unite) e Georgeanne Kalweit (Delta-V) nelle bonus e successive rielaborazioni con il succitato Garbo seguiranno. Lavoro interessante nel suo genere questo di Zannier.
(6.8/10)
Scheda: Ottodix
Pubblicazione: 18 Aprile 2009
File under: synth pop, wave, songwriting
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