Recensione
Scramble Coathangers (The)
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indiepostpunk Voti redazione e staff

Coathangers (The)

Scramble

Suicide Squeeze Records

The Coathangersè un quartetto femminile di Atlanta, che si fregia di un’oscillazione stilistica tra più anime che è sicuramente difficile tenere insieme. Scrambleci fa annuire con gradimento e sospendere il giudizio, dubitare e tirare avanti le tracce, a volte tirarle indietro per riascoltarle.

Difficile insomma dare un’identità a queste ragazze, data la variabilità manifestata dalle canzoni. Si parte (dopo l’intro) con Toomerhead, che colpisce per la vocalità strozzata che contrasta con il brano che di fatto è un motorik molto semplice. Non può poi non piacerci Time Passing, che contiene i Mars. Ecco chi ci ricorda quella gola trattenuta: una sorta di Sumner Crane al femminile. Stop Stomp Stompin’ci ricorda invece qualcosa di vicino al post-punk, che si insinua di fianco al garage caricaturale dei Pere Ubu ma soprattutto risulta molto prossimo ai Devo; ecco forse cosa sono le Coathangers: delle devolute.

C’è poi anche San Francisco, i Deerhoof, dei garage più tirati (Bury Me); persino il funk-punk; principalmente però c’è un gruppo che in un disco ci fa cogliere tutta una parabola, dalle origini arrembanti alle distensioni più pop e mature, come una coesistenza compressa di White Light/White Heat e Load, ovviamente con le dovute distanze e proporzioni. Parliamo quindi di normalizzazione dei toni accesi; da un certo punto di vista è normalizzato anche un punk bell’e buono come quello di Gettin’ Mad And Pumpin’ Iron; quasi da manuale. A ulteriore elemento di confusione, alla voce simil-Craniana ce n’è un’altra, che sembra provenire dal Sol Levante – che ci ricorda episodi come Limited Express… Has Gone. Doppia voce e doppia identità, verrebbe da dire. Ci accorgiamo di questo proprio quando le due ugole cantano insieme, in Cheap Cheap, in una specie di duetto. Un lavoro di contrapposizione multipla, Scramble. Rasenta la dispersione, ma azzecca alcuni numeri, sbagliando ma solo di poco degli altri. Cosa che ci fa sperare che non scelgano un’unica strada sicura.

(6.5/10)

Pubblicazione: 18 Aprile 2009

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