Recensione
Self Titled Sholi
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post-ballads Voti redazione e staff

Sholi

Self Titled

Touch & Go / Quarterstick Records

Sholi ha come sostrato gli anni Novanta, come un bacino, come il letto di un fiume; l’acqua di questo fiume arriva alle caviglie, e per questo si può vedere cosa c’è sotto; e però l’acqua che passa sopra è una lenta corrente melodica, che in qualche modo basta a se stessa, che passa sopra agli anni Novanta senza rimanerne poi troppo condizionata in superficie; del resto si sa che i fluidi si adattano al recipiente ma non si modellano sul fondale.

Gli anni Novanta in questione sono quelli del post-rock, obviously, quello americano, quella sorta di math e quel post “sensibile” che può essere accostato volgendosi al Canada a A Silver Mt. Zion, le cui punte patetiche a tratti vengono sfiorate dagli Sholi. Si sente anche qualcosa dei Polvo (Tourniquet), qualche altra di For Carnation; ma l’essenza è presto definita; l’album è fatto di ballate dove la voce e la sua melodia potrebbero avere qualsiasi mondo attorno; farebbero le stesse cose.

Metafore a parte, se c’è qualcosa che fa direttamente pensare al decennio passato quella cosa è la batteria, che rimanda nella sua arrembante ma non fragorosa presenza a Don Caballero maturi, Storm & Stress, e quindi Damon Che e soprattutto Kevin Shea. E comunque questa batteria a volte si stacca dagli anni Novanta, arriva in superficie e si mette a scorrere insieme alla melodia vocale, diventandone, ma a livello meno profondo rispetto al fondale, un brusio di sottofondo quasi free-jazz – ecco Shea; un continuum, una continuità spezzettata, quasi un accompagnamento esistenziale.

Poi ci sono va detto delle tracce che riescono ad autonomizzarsi, a usare la struttura musicale come fonte di emancipazione dalla decade di cui sopra. Citiamo tra tutte Spy In The House Of Memories.Certo il “novantume” riemerge sempre, ma in modo non riflesso, non riflettuto, non ostentato e forse non auto-riconosciuto; a dirla tutta neanche fastidioso. Date le premesse, va riconosciuto anche solo questo merito, oltre alla bontà generale del disco.

(6.6/10)

Scheda: Sholi

Pubblicazione: 02 Maggio 2009

File under: post-ballads

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