Immagina di avere appena scartato quel disco con il robot che ascolta in poltrona il suono Warp. Sì, quella compilation che si chiamava Artificial Intelligence. Era il 92. Ti ricordi? Autechre, Squarepusher, Aphex e compagnia bella. L'abbiamo già detto troppe volte quest'anno. I draghi son tornati. E con il manifesto Harmonic 313 siamo ancora là, seduti in poltrona ad ascoltare, rilassati dopo il rave.
Remano Eszildn è una delle voci che viene fuori da quella covata con i suoni post-bbreaks nel DNA. Ovviamente targato Paradinas: Mu Ziq, l'angolo acido della faccenda. R-Tracks è un plagio, una copiatura eccellente, il barocco che prelude alla decadenza e che ci mostra come stare sulla cresta della storia sia un affare di classe, una cosa per pochi eletti che guarda caso quegli anni li hanno vissuti sulla pelle e sull'anima.
Oggi entrare a far parte di quel gotha è arduo e per avere le chiavi che aprono le porte giuste bisogna vendere il culo alla Roland 303, in una sola parola: rischio. Qui si sente invece come l'azzardo sia ancora distante, quasi si ha paura di andare fuori dai binari sicuri dell'IDM. E se ogni tanto ci sono degli squarci al mondo ignoto del sogno post-E (The Brink, Alterant Arch) sono ancora troppe le citazioni inutili e ritrite (il drill di Countdown To Meltdown, le vocine dai B-movie di Audio80, i suoni a 8 bit di Telistrex e gli altri cliché ormai 'di moda') che annoiano. Troppa tecnica, poco sangue.
(5.9/10)
Scheda: Remano Eszildn
Pubblicazione: 23 Aprile 2009
File under: bbreaks 09
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