Recensione
Without Sinking Hildur Guðnadóttir
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elettroacustica Voti redazione e staff

Hildur Guðnadóttir

Without Sinking

Touch Music UK

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Dalle collaborazioni con Pan Sonic, Johann Jóhannsson, Múm o BJ Nilsen ai lavori da solista in Mount A (Touch 2006) - esordio discografico della giovane compositrice pubblicato sotto il nome di Lost In
Hildurness -, l'arte della violoncellista Hildur Gudnadottir si è costantemente distinta nella sua critallina purezza.

Merito di quello schietto e comuncativo carattere espressivo che la caratterizza, esemplare in ogni circostanza, adagiato su forme più o meno mutevoli ed attento alla natura e ai movimenti del suono, regole che diventano sembianze anche delle dieci tracce del suo più recente Without Sinking.

Le intuizioni timbriche e le partiture tra dinamiche, risonanze e sincopi procedono per accostamento, accorpandosi o allontanandosi, fungendo da controcampo o da sommaria traiettoria d'origine (Elevation), seguiti da monologhi d'illuminata partecipazione (Overcast), tensioni e contemplazioni dal disinvolto carattere teatrale (Erupting Light).

Memorie per archi, sobrie, terse o d'oscillante modularità (Circular), dall'indubbio gusto melodico (Ascent) ma che si portano dietro l'eco della matrice sperimentale che le ha generate (Whiten). Per poi attraversare l'incanto dell'armonia, quella che caratterizza le stratificazioni della partitura, gli umori variabili (Opaque) dell'arpa o degli strumenti a fiato (Aether), i drones di effimeri e minmali landscape (Unveiled).

Disco di totale devozione, libera, dotta, spontanea ed intuitiva: un vero e proprio atto d'amore per il suono.

(7.3/10)

Pubblicazione: 14 Maggio 2009

File under: elettroacustica

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