Accantonato momentaneamente lo pseudonimo più famoso Bright Eyes, Conor figlio fiero d’America ritorna “artisticamente” in proprio (e accompagnato dalla fida Mystic Valley Band) con un secondo lavoro che lo conferma definitivamente nei panni del rocker da pub del middle-south con nel taschino l’abilità di condurre l'immaginario comunicativo dylaniano ai bicipiti di uno Springsteen.
La bellezza dell’esordio era tutta lì e proprio per questo ci delude Outer South, un lavoro che porterà a compimento il percorso rock venato country iniziato con Cassadaga che di contro non regala la scrittura sicura e brillante del precedente album (e figuriamoci una Cape Canaveral).
Rimangono assodati gli arrangiamenti impeccabili e gli smalti adult country rock ed è chiaro che il ragazzo per primo ha giocato in consapevolezza di questi limiti: ben 7 brani sono stati scritti e cantati dalla Mystic Valley, un aspetto non trascurabile per un innegabile egocentrico. A riprova le restanti canzoni, più figlie dell'interpretazione che della scrittura, come dire, parando sul sicuro si rischia un bell'anonimato, pur con qualche centro (Ten Women su tutte). Vi accontentate?
(5.5/10)
Scheda: Conor Oberst
Pubblicazione: 20 Aprile 2009
File under: rock, country rock
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