Arduo quesito. Poteva venire fuori qualcosa di buono da un gruppo che, ispirandosi ai Franz Ferdinand, !!! e DFA, ha preferito distinguersi dal luogo comune condendo l’intingolo con coriandolo Donna Summer e tabasco Jimmy Sommerville al posto del consueto prezzemolo per branzino new wave?
Che basti poi prender casa in Bavaria (l’etichetta Gomma) e ragione sociale da un album dei Re del kitch AC/DC per fuoriuscire dalla mischia degli emuli del funk punk londinese e degli sniffa cowbell di Manhattan?
Gli Who Made Who potrebbero rappresentare una possibile risposta ai quesiti esistenziali di quel gruppuscolo di trotzchisti che di tutto il revival possibile non ha visto passare né il tram del Bronsky Beat né tantomeno quello di certa disco-music da sopravvivenza gay in salsa punk. Certo, se il power-trio danese non riuscirà a dar loro alcuna risposta in termini filosofici, sicuramente dispenserà consigli per gli acquisti sottoforma di pregevoli farsetti e ritmi sincopati nel più classico synth pop (un lato Y fatto di Rose e Space For Rent), con un bel po’ di testosterone funk punk felpatamente ostinato (un lato X compilato da Out The Door, Monkeys).
Cromosomi scombisciati a sufficienza dunque, buoni per destare la curiosità negli aficionados delle next (in questo caso medium) thing del momento, soprattutto se il platter sembra l’ideale soundscape per smuovere le voglie danzerecce del camionista di Legnago.
Ritmi metronomici uno-due, appeal cow boy wave da Depeche Mode a pranzo coi Wall Of Woodoo (Space For Rent, Got To Be There), discomusic dal basso angolare (Johnny Lucky), coretti ugolari Bee Gees transistorizzati e affogati in salsa tartara (Cigar), pasticci space-funk in odor di no wave (Hello Empty Room) e qualunquismo Talking Heads (Happy Girl) non mancano d’intrattenere, eppure un’automaticità diffusa, una serie d’inframmezzi che sembrano lì per prender tempo (si ascolti Got To Be There, Out The Door), nonché una parata di languide strofe tanto cool ma presto noiose, puzzano di torta bruciata.
Certo, quel forno a microonde che sono gli show dal vivo - dove i Nostri si vestono da tre allegri ragazzi morti vestiti da scheletri e suonano come un power trio esageratamente chitarroso - è incandescente, tuttavia non basta saccheggiare certe pose glam rock e tanto meno azzeccare qualche melodia posticcia (il singolo Space For Rent) per superare l’hype stagionale.
Fossero usciti tre anni fa avrebbero goduto di elogi e insulti (come successe per i !!!), ora, a buon diritto, rappresentano un trio di pagliacci funk-punk particolarmente smaniosi, ma con la spina dorsale fin troppo dinoccolata. Ai ballerini sotto strobo l’arduo test del dance floor. A casa ci annoiamo un po’.
(5.0/10)
Scheda: WhoMadeWho
Pubblicazione: 01 Settembre 2005
File under: Elettro kitch
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