Recensione
The Blue Sound Ölvis
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Elettronica Voti redazione e staff

Ölvis

The Blue Sound

Resonant

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Due ottime uscite per la Resonant (etichetta inglese nata nel 1999 che ha annoverato tra i suoi artisti Do Make Say Think, Tarentel, Jessica Bailiff e i genovesi Port Royal), parliamo degli Ölvis ovvero Orlygur Thor Orlygsson, alla seconda prova discografica, e dell'esordio dei Blindfold, il moniker di Biggi degli Ampop.

Entrambi residenti nella capitale islandese e impegnati nelle pieghe sinuose di un pop raffinatissimo, glacialmente amabile, orchestralmente dilatato, ambientalmente ovattato, Orlygur e Biggi, pur accomunati da quest’approccio avvolgente come il sole a mezzanotte, esplorano ambienti simili eppur osservandoli da angolazioni differenti: il primo nutre le tracce di garbo post-rock in rilascio, il secondo attinge da Sigur Ros e dall'elettronica minimale dei Tarwater ; in entrambi i casi le soddisfazioni, seppur non nella forma dell’originalitŕ, non mancano.

Proprio come s'č detto per quanto riguarda cantautori post-Kid A come Finn e Sébastien Schuller, ci troviamo di fronte a buoni, buonissimi lavori d'artigianato pop-elettronico di stampo nordico nei quali l'eccellenza si scorge maggiormente nelle forme, e piů in generale nella weltanshauung complessiva, piuttosto che nel colpo di genio o nella folgorazione di un episodio. S'apprezzano i timidi drappi vocali (in odor di Jon Thor Birgisson) di Sleepless Nights, le distese cinematiche rette sugli scrosci dei glitch di Blindfold e le affascinanti lande Pan American-Radiohead di I See You Through Me per Blindfold, un album che incrocia il pathos ambiental emotivo (ŕ la Eno-U2) mano a mano che ci avviciniamo alle tracce centrali del suo percorso cinematico-sonico. Per quanto riguarda Ölvis segnaliamo le cosmiche distese e le languide vocalitŕ di Acid Trip Festival, Mental Freedom, Warfare And Welfare, End of the Night,Jupiter, maneggevoli sinfonie in quattro minuti e abili circonvenzioni tra i Tortoise piů soffusi e il Douglas Pierce (cantautore) maggiormente languido, tra i Pink Floyd di Dark Side of The Moon e gli AIR di The Virgin Suicides.

(7.2/10)

Scheda: Ölvis

Pubblicazione: 01 Aprile 2005

File under: Elettronica

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2005)

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