Recensione
Magnete Mesmerico
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industrial-noise Voti redazione e staff

Mesmerico

Magnete

Octopus

C’è la mano di 2 personaggi chiave dell’underground italiano dietro l’esordio di Mesmerico. In primis quel Pupillo di zuiana memoria che prima ha suonato un pezzo su Magnete e poi se li è portati in tour per la promozione del recente Carboniferous. L’altro – sempre legato al marchio Zu, visto che ne è il fonico/curatore dei suoni per eccellenza – risponde al nome di Giulio Ragno Favero, eccellente musicista (Teatro Degli Orrori, Putiferio) nonché apprezzato esperto di suoni dietro i più massicci gruppi italici.

Che due personaggi del genere possano sbagliare valutazione, si diceva, risulta piuttosto difficile. E infatti, ascoltando Magnete, prima prova dell’entità chitarra/batteria a nome Mesmerico, la sensazione è che i due abbiano fatto centro pieno.

Un duo, si diceva. Cosa che va di moda ultimamente ma che, hype a parte, ha il merito di asciugare le proposte senza perdere in potenza di fuoco. E di fuoco, Luca Bottigliero (batteria) e Fabrizio Piccolo (chitarra) ne hanno da vendere. Avete presente tutto il campionario della musica pesante degli ultimi (almeno) 30 anni? Beh, Mesmerico li fonde in un tutt’uno agile e screziato che passa con nonchalance da Melvins a Neurosis, da Lightning Bolt a Zu.

We Live In A Paradise (Inhabitated By Devils), attacco dell’album, parte da lidi paradisiaci (o infernali?), attraversa le catramose lande Neurosis periodo Through Silver In Blood e si spezza in aperture tanto free quanto convulse. A ruota l’attacco da epilessi Oneida meets post-hardcore di Silos non è un’altra freccia ad un arco nero pece, avvalorato dallo schizzo da espressionismo post-Gravity di Rasoterra, dalla sfuriata contratta, repressa e poi trasfigurata in collasso di Dentro Al Vesuvio e dalla catacombale title track, percorsa da un marciume da Melvins depressissimi. Quando le atmosfere si dilatano e rarefanno ed emerge pure l’uso evocativo dell’elettronica (la chiesastica Lagher) il duo da prova di sentire, oltre che di conoscere la materia cupa di cui si è cibato.

Musica che sembra procedere per frattali, tanto è al tempo stesso dotata di disegno ma completamente frastagliata e tortuosa. Ottimo segno, di questi tempi.

(7.0/10)

Scheda: Mesmerico

Pubblicazione: 15 Aprile 2009

File under: industrial-noise

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Stefano Pifferi
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