Recensione
The Bass Has Left The Building Disrupt
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nerdy microdub Voti redazione e staff

Disrupt

The Bass Has Left The Building

Jahtari

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Se non hai giocato almeno 8 ore al giorno per plurime estati invece di andare al mare, o se andavi al mare (perché eri costretto) e non avevi i calli per le partite alle Olimpiadi in sala giochi non puoi capire questo disco. Questa è la rivincita dei (breakbeat) Nerd che si stacca del basso (vedi il titolo programmatico) ed estremizza la lezione di Harmonic 313 (Hail The Robots) sputtanandosi come solo gli innamorati sanno fare.
Una palese dichiarazione d'amore per i Kraftwerk, per la scena electro d'antan à la Mantronix e per il dub puro. Nostalgia fine a se stessa? No, in questo 2009 la tendenza è questa, solo che nessuno l'aveva applicata così pedissequamente al dub. Con l'esperienza di un disco del calibro di Foundation Bit (guardacaso su Werk, 2007), il nostro Jan Gleichmar se lo può permettere. Anche se esagera un po', noi nerd siamo consapevoli che qui l'eccesso porta innovazione. E quindi ben venga l'ortodossia in slow motion (It's More Fun To Dubpute), la dimensione glitch-chill (Impossible Mission III), le voci nelle intro e la sirena di Echobombing che fanno tanto 'ardkore continuum, la dimensione spacey vicina alle visioni di Luke Vibert e i cut sporchi old school.
Praticamente un dancefloor stoned popolato di robot drogati di slo-mo-breakdance. Una visione che ha tonnellate di prodromi glitch-dub (il lungo intervallo che va da Mad Professor a Pole), che oggi per farla così fresca si rischia veramente il culo. Only the strong will survive, e stavolta il nostro per salvarsi è diventato un transformer. Esce dal dub classico e prende una strada a 8 bit con lo sguincio alle roots. Senza alcun tipo di '-step'. Disrupt is the coolest robot.

(7.0/10)

Scheda: Disrupt

Pubblicazione: 14 Aprile 2009

File under: nerdy microdub

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2009)

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