Recensione
Nefelodhis Maurizio Bianchi, Sparkle In Grey
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Drone Voti redazione e staff

Maurizio Bianchi, Sparkle In Grey

Nefelodhis

Cold Current Prod.

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Devo dire che ho sempre apprezzato i progetti -  sia nella musica che nel cinema -  che si proiettavano oltre al singolo disco o film, vuoi perché rappresentano una sorta di guanto di sfida all’indeterminatezza del futuro, o vuoi perché semplicemente si presentano talmente di rado che quando accadono si può quasi parlare di evento.
Forse non si può parlare di evento vero e proprio per il concept ideato da Matteo Uggeri/Hue e da Maurizio Bianchi – entrambi geniacci della sperimentazione musicale in tempi e modalità differenti, ma ugualmente poco celebrati dalla stampa musicale -  anche se questa quadrilogia chiamata Between The Elements ha tutte le carte in regola per far parlare di sé. Ecco allora i primi due capitoli: il primo, Nefelodhis (in greco “nuvole”) a firma Maurizio Bianchi/MB e Sparkle In Grey – gruppo in cui “suona” Hue – il secondo, Erimos (in greco “deserto”) che vede impegnati Fhievel, Hue e lo stesso MB.

Nefelodhissperimenta l’inedita convivenza tra i ruvidi ed ipnotici drones di MB con l’umore e la fisicità di una band tradizionale quale che sono gli Sparkle In Grey. Il risultato è un cupo post-rock che si ciba e si arricchisce lungo la sua strada di vari elementi, come il dub-glitch di Rainy Clouds under The Sun: I Cirrum, o come i residui pianistici ed elettroacustici di The Unpredictable Weather: II Cumulum Nembum. Su tutto il disco comunque aleggiano fantasmi e echi di memorie musicali di un decennio, quello dei Novanta, che aleggia ancora pesantemente sulla musica odierna. Con modi e caratteristiche produttive differenti, non siamo poi così distanti dagli ultimi 3/4hadbeeneliminated, per intenderci.

 

(7.0/10)

Pubblicazione: 02 Febbraio 2008

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