Il pop-rock è una bolgia, un circo, un tugurio: si sgomitano sensazioni in eccesso, iridescenze caudali per riff turgidi, dozzinali uncini melodici un tanto a spot, accumulo stilizzato di pattern e strategie di seduzione. Forastiere, invece. Pino Forastiere si presenta con un’opera seconda che probabilmente nessuno troverà il tempo di amare, o quel poco di forza che basterebbe ad affrontarla, a confrontarla con quel che dentro circola e cova. Una chitarra. E basta. Null’altro, perché non c’è modo di infilare nell’elenco dei credits la materia di cui sono fatte queste tracce (canzoni?), traiettorie incrociate e singulti in bilico e meditazioni da cantilena serale mentre l’oriente veste e sveste umori latini. L’anima di Forastiere è indigena e forestiera: gentili follie folk-blues, riverberi tiepidi e sospensioni delicate, sudamerica e oriente, il fingerpicking che collassa su pennate sferzanti, la melodia che si estenua per abdicare d’un tratto al richiamo del ritmo.
I miraggi Red House Painters dell’iniziale In.Out o l’invasamento John Martyn di Full. Oppure la ballata fiabesca, un po’ filastrocca per bambini un po’ trepida meditazione adulta, di Lo gnomo. Oppure l’avvitarsi di una serafica uggia Tim Buckley nei trapassi blues, nelle vibrazioni tese, nelle ostinazioni angolose di Dominic (dedicata a Dominic Frasca, musicista sperimentale newyorkese). Oppure il James Taylor colto da estasi muta di Ripresa, o gli esotici struggimenti Jim O’Rourke di Nordamerica. Oppure quel soffio mediterraneo che da Scirocco (traccia numero 9) a Moresco (traccia 12 e ultima) carezza lieve tentazioni da tarantella blues, i riff corposi che s’inclinano rock (Marecorrente), spampanandosi jazz, ombreggiandosi flamenco.
Furtiva e solenne, ma sempre di una gentilezza imbarazzante, la musica di Forastiere non permette alla tecnica (puntuale, puntigliosa, rodata da esperienze in ambito etnico, jazz e sperimentale) di soverchiare la comunicativa. Ne risulta un disco prezioso, un disco-isola che ha l’ambizione un po’ disperata di definire punti di contatto e connessione più vivi, col mondo e nel mondo.
(6.9/10)
Scheda: Forastiere
Pubblicazione: 01 Dicembre 2005
File under: folk
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