Efrim e soci tornano alla sigla Silver Mt. Zion e questa volta cantano
il corpo elettrico. Se quello di due dischi fa era il loro punk rock
allora questo è sicuramente il loro heavy metal. La congrega canadese
non aveva mai alzato il volume delle distorsioni come in questo caso,
tanto da assomigliare addirittura ai Black Sabbath in
diversi frangenti del disco. I 13 blues segnalati nella tracklist in
realtà sono solo quattro. I primi dodici sono occupati da un sibilo di
feedback. 1,000,000 Died To Make This Sound dice buona a
quota tredici e attacca subito alla loro maniera: arpeggio flebile,
canto corale, andamento lento da preghiera cantata intorno ad un
focolare, poi il taglio netto del riff e il suono rock che esplode con
una cruda fragranza non troppo dissimile da quella di un Raw Power.
La title trackpesta giù duro in maniera ancora più insistita e si aggroviglia nel
finale intorno ad un’idea di blues vecchia quanto il mondo. La domanda
nasce quindi spontanea: che fine ha fatto la pregevole sezione d’archi?
Sophie e Jessica dove sono andate? Le avverti giusto un po’ nel finale
di Black Waters Blowed/Engine Broke Blues ma il loro suono è
del tutto sprecato e coperto. Come il suono del basso in un disco degli
Slayer… ci sono ma non le senti, perché le distorsioni coprono tutto.
Il difetto di questo disco sta quindi qui. Quello che i Silver Mt. Zion acquistano in ruvidezza lo perdono in atmosfera. La maggior parte di questi brani sono stati rodati dal vivo e questo ha certamente influito sulla resa e sugli arrangiamenti. Il finale di BlindBlindBlind riporta un po’ nei territori a cui ci avevano abituato, ma è come veder calare il sipario alla fine di una performance teatrale non troppo convincente. Il giudizio è quindi sospeso. Ai fanatici della distorsione made in marshall questo disco piacerà molto. Ai seguaci della prima ora (alzo la mano!) lascerà un po’ di amaro in bocca.
(6.3/10)
Scheda: Silver Mt. Zion Orchestra
Pubblicazione: 03 Marzo 2008
File under: post rock
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