Il piano dell’iniziale I Will Not Forget That I Have Forgotten allude certamente ai primi dischi di Matthew Cooper. Quel lento e mesto costruirsi di uno spleen romantico, emotivo, languido, che tanto deve a Satie, a Chopin, al romanticismo classico e al minimalismo accademico. A seguire tre brani più riconducibili al disco dell’anno scorso. Textures ghiacciate che flirtano soprattutto con la scuola islandese di Stafrænn Hákon e Sigur Ròs. C’è davvero poco di originale in tutto questo e l’ep scorre rapido senza lasciare nulla e senza aggiungere nulla. Il problema è che certi melismi sinfonici, certe note di piano lasciate a riverberare su un tappeto di glitch o di droni, o ancora l’uso delle note sostenute e la tendenza a dipingere struggimenti occidentali su tappeti sonori stratificati, sono cose che abbiamo sentito tante di quelle volte che ormai ci vuole un minimo di creatività e malizia in più per muoversi tra questi lidi.
(5.7/10)
Scheda: Eluvium
Pubblicazione: 10 Settembre 2006
File under: post rock ambient
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